Sit-in dei dei lavoratori della casa di riposo

Protesta davanti alla De Benedictis, il cda non li riceve. Versato uno stipendio, i problemi restano
TERAMO. Nessun confronto tra i 90 lavoratori della casa di riposo in protesta e il consiglio d'amministrazione della De Benedictis. Ieri pomeriggio, durante il presidio del personale davanti alla struttura, il cda ha incontrato il presidente della cooperativa Polis che gestisce una parte dei servizi nella casa di riposo, ma si è rifiutato di ricevere la delegazione composta da lavoratori e sindacati. «Una grande mancanza di sensibilità», ha commentato Pancrazio Cordone, segretario provinciale Cgil-Funzione pubblica, sceso in campo, assieme a Cisl, Uil e Ugl, al fianco dei lavoratori.
Intanto in giornata i dipendenti hanno ricevuto lo stipendio di dicembre, anticipato dalla cooperativa. «Ma permane la forte situazione debitoria della De Benedictis nei confronti di Polis», ha riferito il sindacalista. Confermato dunque per lunedì l'incontro dei lavoratori con il prefetto di Teramo. «Ogni mese è la stessa storia», dice una donna che lavora nella De Benedictis per conto della cooperativa, «arriva il 25 e ci domandiamo: pagheranno puntuali? È una situazione intollerabile che va avanti ormai da troppo tempo. Abbiamo figli, mutui e per molti di noi questo stipendio è l'unica entrata in famiglia. Non si può continuare in questo modo, non siamo sereni e ne va della stessa qualità del lavoro e del benessere degli anziani». I lavoratori trascorrono la giornata di presidio fuori della struttura, ma ci tengono a sottolineare: «Non abbiamo mai interrotto l'assistenza, abbiamo assicurato il servizio oggi come durante il periodo di disagio dovuto al terremoto e alla neve. Abbiamo fatto sempre il nostro dovere, peccato che anche in quei giorni di grande difficoltà non abbiamo visto nessuno dei vertici. Non sono venuti nemmeno prima di Natale a salutare gli ospiti come consuetudine e come ci avevano promesso». La casa di riposo, che risale al 1960, ha una capacità ricettiva di 232 posti. «In seguito al sisma e all'emergenza neve», spiegano i lavoratori, «in meno di un mese abbiamo accolto una ventina di persone in più, ma il personale è rimasto lo stesso. Ci sono tanti problemi alla De Benedictis, non è solo una questione di stipendi».
I lavoratori puntano il dito contro la Regione: il consiglio d'amministrazione è infatti di nomina regionale e i dipendenti accusano l'ente di assoluto disinteresse. «Il cda non si occupi solo della casa di riposo di Civitella, ma si interessi anche della nostra realtà. Il declino della De Benedictis è cominciato sei anni fa, l'attuale consiglio, in carica da due anni, ha ereditato una situazione già difficile, ma ora è giunta al collasso. Ora basta, pretendiamo una risposta dai politici», concludono i lavoratori.
Emanuela Michini
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