Società fantasma in Romania L’imputato: «Nessuna truffa»

In aula parla il teramano accusato di aver raggirato un gruppo di architetti e imprenditori Dovevano partecipare al bando per il casinò di Costanza ma non sono stati mai iscritti alla gara
TERAMO. Il caso è quello di una presunta truffa messa a segno ai danni di un gruppo di architetti e imprenditori intenzionati a costituire una società per partecipare al bando europeo della ristrutturazione del casino di Costanza, in Romania. Quest’ultimi, dopo aver incaricato e pagato un professionista di seguire le varie fasi e raccolta di documentazione, hanno scoperto che non c’era nessuna società.
A processo è finito il 55enne teramano Claudio Teseo che ieri in aula, sottoponendosi all’esame da imputato davanti al giudice onorario Carla Fazzini, ha sostenuto di aver agito «nel rispetto delle norme senza raggirare nessuno» e di aver concordato «insieme di non partecipare più al bando perchè avevamo saputo che quel bando sarebbe stato annullato così come effettivamente successo».
I fatti contestati si riferiscono al 2015. Secondo l’accusa della Procura «a dispetto degli aggiornamenti e delle rassicurazioni prospettate la società non è risultata neanche iscritta tra le imprese partecipanti alla gara di aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione al casinò di Costanza». E così si legge ancora nel capo d’imputazione per truffa a Teseo: «In distinte occasioni, mediante artifici e raggiri consistiti nel prospettare la costituzione della società in Romania “Kemp Engineering”– operazione da espletarsi attraverso la sua Teseo Srl nella sua qualità di consulente accreditato per i servizi di assistenza nei processi di internazionalizzazione, commercio e investimento sul mercato romeno – al fine di partecipare a bandi della progettazione europea e segnatamente quello relativo alla ristrutturazione del casinò di Costanza, procurava a sè o ad altri un ingiusto profitto rappresentato dalla percezione delle somme di denaro derivanti dai versamenti effettuati sul codice Iban intestato a Claudio Teseo per l’importo complessivo pari a 7.200 euro con pari danno per le parti offese atteso che, a dispetto degli aggiornamenti e delle rassicurazioni prospettate, la società non è risultata neanche iscritta tra quelle partecipanti alla gara per i lavori di strutturazione del casinò di Costanza». Discussione e sentenza a settembre.(d.p.)
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