Soldi dalla Regione per salvare il Mas ma servono progetti

7 Agosto 2016

L’annuncio dell’ex assessore Guidobaldi per il museo d’arte In corso anche una trattativa con l’Asl per avere nuovi locali

GIULIANOVA. La Regione Abruzzo è pronta a finanziare il Museo d’arte dello Splendore, ma occorre che il Mas presenti una serie di progetti da realizzare. La notizia è stata diffusa da Pierangelo Guidobaldi, responsabile, per conto del governatore Luciano D’Alfonso, della valorizzazione dei cammini religiosi regionali ed ex assessore al turismo del Comune di Giulianova. «La Regione Abruzzo», ha fatto sapere Guidobaldi, «è sensibile e disponibile verso la città di Giulianova, non soltanto per quanto riguarda la valorizzazione del porto, ma anche del Museo d’arte dello Splendore».

Nei giorni scorsi ci sono state delle riunioni al Mas con Claudio Ruffini, ex sindaco di Giulianova e attualmente nella segreteria di D’Alfonso, e Francesco Tentarelli, del centro regionale dei beni culturali, insieme a Marialuisa De Santis, direttrice del museo. I delegati regionali hanno chiesto al Mas di presentare alla Regione una serie di progetti culturali per la valorizzazione e la crescita artistica del luogo. I progetti andranno a far parte di una più ampia visione regionale che vuole fare del polo religioso giuliese uno dei punti di riferimento dell’intero Abruzzo. Il santuario della Madonna dello Splendore, infatti, è molto visitato da pellegrini provenienti da tutta Italia e l’idea sarebbe quella di coniugare religione e cultura, invitando i pellegrini a visitare anche il museo. Sul piatto ci sarebbe inoltre una trattativa tra il sindaco Francesco Mastromauro e la Asl per la concessione, da parte di quest’ultima al Comune, della parte inferiore del vecchio ospedale, che potrebbe diventare la prosecuzione naturale del museo e del convento attiguo. Il Mas, ultimamente, non naviga in acque sicure. Solo qualche giorno fa, infatti, la direttrice aveva inviato al sindaco e ai consiglieri una lettera in cui si sollecitava il pagamento degli arretrati, 66mila euro. Quei soldi, scriveva nella missiva De Santis, sono fondamentali per la prosecuzione della continuazione storico artistica del museo, costretto altrimenti a chiudere proprio per mancanza di fondi.

Margherita Totaro

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