Soldi per gli eventi, il Pd contesta

15 Dicembre 2017

«L’utilizzo di 18mila euro prelevati dal settore cultura va approfondito»

GIULIANOVA . L’utilizzo della somma di 18 mila euro prelevata dai capitoli della cultura dall’assessore Nausicaa Cameli per destinarli agli eventi natalizi è finito sotto la lente d’ingrandimento della segreteria del Partito Democratico. Attraverso una nota a firma del coordinatore dell’unione comunale Gabriele Filipponi e della capogruppo consiliare Federica Vasanella, il Pd dichiara di voler mettere a fuoco alcuni punti emersi dal recente dibattito politico. Da una parte i dem si congratulano con l’assessore Fabrice Ruffini per il lavoro svolto a margine della programmazione degli eventi per le prossime festività, dall’altro intendono approfondire la legittimità e l’opportunità dell’uso dei fondi a disposizione dall’assessorato alla cultura. La cifra iniziale a disposizione degli eventi natalizi 2017 dall’amministrazione comunale era di 12mila euro successivamente lievitati a 24mila e poi a circa 40mila euro. Pare che i rappresentanti della segreteria Pd abbiano intenzione di visionare l’intera documentazione relativa al bando, ai partecipanti ed all’assegnazione dei fondi.
La segreteria, unitamente all’assessore di riferimento Cristina Canzanese, ha affrontato anche la problematica relativa al trasferimento delle maestre e di altro personale addetto ai servizi sociali all’Unione dei Comuni Terre del Sole. Nella nota viene sottolineata la volontà di tutto il Pd di precisare la propria posizione in merito. Il Pd «ribadisce la propria intenzione di tutelare i lavoratori impegnati nel sociale non solo sotto l’aspetto salariale, ma anche impegnandosi a verificare che vengano percorse le migliori soluzioni sotto il profilo normativo». Il Pd, ancora una volta, ribadisce di essere favorevole al “trasferimento a comando” e non a quello definitivo con conservazione dei posti nella pianta organica del Comune. All’uopo Fiipponi e Vasanella richiamano l’articolo 32 del Testo unico enti locali, in linea con quanto asserito anche dalla Cgil.
Alfonso Aloisi
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