Sono in arrivo i rinforzi per l’ufficio ricostruzione

8 Aprile 2017

L’Ance incontra D’Alberto e chiede iter trasparenti e raccordo con gli enti locali La Filca Cisl: «Il lavoro nero è arrivato al 42%, serve gruppo che controlli»

TERAMO. Il consiglio direttivo dell’Ance incontra Marcello D’Alberto per capire come funzionerà l’ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo. Nonostante il commissario delegato abbia già emanato 18 ordinanze si è in attesa di quella per la ricostruzione “pesante” il cui testo assumerà una importanza decisiva per l’avvio della riparazione degli immobili più danneggiati.

«Abbiamo avuto rassicurazioni dall’ingegner D’Alberto» afferma il presidente dell’Ance Raffaele Falone «sul rafforzamento del personale dell’ufficio speciale, ora composto da 7 unità, che vedrà l’arrivo di 8 funzionari tecnici-amministrativi assegnati all’Abruzzo dal commissario Errani e ulteriori 8 unità provenienti dalla Regione. Anche ai Comuni del cratere verrà assegnato nuovo personale nella misura di 2 unità per ciascuna amministrazione che dovrà occuparsi esclusivamente della gestione delle pratiche del sisma».

L’Ance ha chiesto che venga assicurata la massima trasparenza e tracciabilità delle pratiche «al fine di consentire ai committenti di poter monitorare l’avanzamento delle istruttorie».Determinante il ruolo dei Comuni: avranno il compito di gestire il rilascio del permesso di costruire in parallelo con l’istruttoria per la concessione dell’indennizzo da parte dell’ufficio speciale. Su tale argomento D’Alberto «ha assicurato che avvierà una serie di riunioni con gli enti locali», si legge in una nota, «proprio per organizzare il necessario coordinamento fra le attività e per illustrare la piattaforma telematica in via di sviluppo. Nel frattempo sono in corso le preistruttorie per le pratiche già depositate, circa 300, per i danni lievi il cui termine ultimo per la presentazione è fissato al 31 luglio».

Sempre sulle calamità che hanno investito la provincia di Teramo, dal terremoto alla nevicata, interviene al Filca Cisl.Il sindacato fa il punto della situazione, ricordando che ci sono 3926 persone e più di 50 attività imprenditoriali sgomberate a Teramo. Senza contare i danni della nevicata, compresi quelli del collegato blackout e delle frane.

«L'ufficio ricostruzione», fa notare il segretario Giancarlo De Sanctis, «ha i tempi di avvio di un’opera pubblica, solo la nomina del direttore è stata celere. Intanto che si fa? È partita, nella confusione più assoluta, la messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma: centinaia di piccoli interventi tampone fatti in modo "familiare" che hanno aumentato la percentuale di lavoro nero portandola a quota 42%». La Filca ha partecipato all'incontro in prefettura per il protocollo di intesa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E nell’incontro ha proposto di «creare all'interno dell'osservatorio sulla sicurezza, un gruppo di lavoro per i cantieri pubblici e privati della ricostruzione che, attraverso le notifiche preliminari fornite dalla Dpl, e le autorizzazioni ai contributi per la ricostruzione, fornite dagli Utr, sia in grado di monitorare il cantiere sin dal primo giorno. I dati raccolti permetteranno di seguire la sicurezza del cantiere sino alla sua chiusura, di verificare la regolarità contributiva dell'impresa e di controllare che la mano d'opera sia congrua con la tipologia di lavoro in esecuzione». Richiesta caduta nel nulla, da qui l’appello a chi governa istituzioni e associazioni di categoria: «qual è il nostro dovere sociale? Fare statistiche delle tragedie o sistemi che prevengano morte e distruzione?». (a.f.)

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