Sono morti altri tre anziani Si allarga il contagio in corsia

Le nuove vittime sono di Castiglione, Silvi e Notaresco. 165 i malati accertati in provincia Positivi altri due specialisti del Mazzini, un medico di base e un dirigente amministrativo
TERAMO. Una serie di lutti senza fine. Sono altre tre le vittime teramane del coronavirus, che dunque salgono a 16: un uomo di 79 anni di Castiglione Messer Raimondo – che conta l’ottavo morto – e una donna di Silvi di 86 anni. Entrambi erano ricoverati nei reparti Covid dell’ospedale di Atri. Poi c’è una terza vittima, un uomo di 94 anni di Notaresco, morto il 21 marzo a casa per una serie di patologie. Gli è stato fatto il tampone post mortem ed ora si è avuto il risultato: positivo. Nel frattempo però anche il figlio dell’anziano si è ammalato per il coronavirus e ora è ricoverato in ospedale.
I NUMERI. Fino a ieri sera erano 53 i pazienti ricoverati nelle due strutture Covid della Asl, a Teramo e Atri: 15 in Malattie infettive e cinque in Rianimazione Covid a Teramo, 28 nei reparti Covid e cinque in Rianimazione ad Atri. In isolamento domiciliare, con sorveglianza della Asl, ci sono invece 102 positivi. I casi sospetti, in attesa del risultato del tampone, sono una trentina, e fra questi c’è ancora il medico di base di Roseto, ricoverato dal 23.
IL PROBLEMA DEI TAMPONI. Quello dei tamponi appare sempre più un nodo da sciogliere, sotto diversi aspetti. Quello più evidente riguarda il personale che lavora negli ospedali: da più parti si chiede che tutti vengano sottoposti al test. Infatti si sta allargando il numero di positivi. Ufficialmente sono risultati ammalati di Covid: un anestesista a Giulianova, un’infermiera ad Atri, due oncologi e 11 operatori sanitari non medici al Mazzini, un cardiologo di Emodinamica e un anatomopatologo al Mazzini. In serata si è saputo che anche una dottoressa del Mazzini, residente a Roseto, è in isolamento domiciliare perchè positiva. A questi si sommano un medico di base a Notaresco e uno a Montefino. E, nella Asl, il direttore di un’unità operativa amministrativa. Si è poi in attesa di tamponi ad altro personale sanitario che rientra per ora fra i casi sospetti.
Il problema è che coloro che sono stati a contatto con i positivi fino a quando non arriva il “verdetto” che li riguarda – spesso passano giorni – vanno ancora a lavorare diventando, potenzialmente, anche loro veicolo di infezione. E questo riguarda sia il personale sanitario che non. Ieri la Cgil ha inviato una lettera in cui si chiede alla Asl di eseguire tamponi a tutti coloro che lavorano negli ospedali che «sono luoghi di lavoro anche per i lavoratori delle ditte di pulizia, distribuzione pasti, manutenzione degli impianti, cooperative sociali, guardarobieri e addetti alla biancheria, in somministrazione, stesso personale che spesso opera ed interagisce con più unità operative. Riteniamo doveroso chiedere di estendere l’effettuazione dei tamponi a tutte le lavoratrici e lavoratori operanti nei presidi: lo riteniamo fondamentale per la tutela della salute degli stessi, per il contenimento della diffusione del virus e un importante contributo per la gestione dell'emergenza».
Anche il comitato promotore del nuovo ospedale interviene sull’argomento con una lettera aperta al sindaco D’Alberto, al presidente della Provincia Di Bonaventura e al governatore Marsilio. I portavoci Domenico Bucciarelli e Demetrio Rasetti invitano a « riconsiderare per il futuro la politica sanitaria a livello regionale e provinciale, rilevatasi inadatta nelle particolari circostanze». Il comitato ricorda il contagio avvenuto in Oncologia, ribadendo che bisogna fare tempestivi tamponi al personale e dotarlo di appositi dispositivi di protezione.
IL POLO DEL CUORE. E a proposito di misure di contenimento in ospedale, Ieri è stato dato il via libera a una organizzazione già iniziata nel dipartimento del cuore, colpito da un caso di un medico positivo nell’Utic-Emodinamica. dopo aver curato un infartuato poi risultato malato di coronavirus. Già era stata destinata una sala operatoria di Emodinamica con ingresso dedicato. In più saranno attrezzati i locali della ex Rianimazione pediatrica con tre posti letto di terapia intensiva e tutto il reparto di cardiochirurgia, con i suoi 22 posti letto, sarà destinato a malati Covid o sospetti. Utic e Cardiologia ospiteranno i malati non positivi.
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