«Sono risultata positiva e mi hanno abbandonata»

4 Novembre 2020

Una donna di Silvi denuncia «il sequestro» della sua famiglia dopo il contagio «Con il medico ho attivato le procedure ma da 13 giorni non ricevo risposte certe»

TERAMO. Da 13 giorni è chiusa in casa, dopo un tampone privato risultato positivo al Covid, senza riuscire ad essere sottoposta a tampone dalla Asl. L’unico, ad oggi, che può certificarne la positività e la successiva guarigione. La denuncia di R.D.A., di Silvi Marina, è una delle tante, tutte uguali, che continuano ad arrivare in questi giorni e che parlano di un sistema che a seguito dell’aumento dei contagi sembra essere completamente saltato.
«Dopo che mio figlio, risultato poi positivo, ha avvertito dei sintomi e mi ha detto che un suo compagno di squadra era positivo», racconta la signora, «ho effettuato un tampone privato risultato positivo. Da quel momento, il 21 ottobre, sono “sequestrata” in casa». R.D.A., infatti, ad oggi non riesce ad essere sottoposta a tampone della Asl, così come la fidanzata dal figlio. «Dopo l’esito del tampone ho subito avvisato la mia dottoressa, che ha attivato il percorso Asl», continua la signora, «ma nonostante abbia chiamato ogni giorno mezzo mondo, per avere spiegazioni, non riesco ad avere risposta e vengo “sballottata” da una parte all’altra». Una situazione paradossale che sta vivendo anche la ragazza del figlio, arrivata il 15 ottobre dalla Brianza e costretta a rimanere in casa loro «in quanto è stata a stretto contatto con mio figlio positivo». La signora racconta come, non avendo ricevuto informazioni dalla Asl dopo la segnalazione del suo medico, abbia deciso di chiamare il numero unico dell’Azienda sanitaria. «Dopo un’ora e quarantacinque minuti di attesa», sottolinea, «mi sono sentita rispondere che non trovavano la richiesta per il tampone e che mi avrebbero fatto sapere. Ieri sera (lunedì per chi legge ndr) mi hanno richiamato annunciandomi che sarei potuta andare a fare il tampone al drive in a Teramo, salvo poi dirmi che era meglio non andare perché avrei rischiato e che sicuramente oggi (ieri per chi legge) mi avrebbero chiamato».
Non ricevendo telefonate la signora ha dunque richiamato il numero da cui era stata contatta. «Mi hanno risposto che mi avrebbero passato Atri, in quanto quest’ultima è competente per Silvi», racconta ancora R.D.A. «a quel punto mi ha risposto il centralino dicendomi che loro non sapevano niente. Così ho richiamato il numero dal quale era stata contatta, ma non sono riuscita a mettermici in contatto. In tutto questo due giorni fa mio marito è dovuto correre al pronto soccorso di Atri per un forte mal di testa dopo aver contattato 5 medici che ci avevamo indicato delle punture da fare. Al pronto soccorso gli hanno fatto il tampone e anche lui è risultato positivo e rimandato a casa in isolamento fiduciario». E ad oggi la signora e la ragazza del figlio ancora non vengono chiamate per essere sottoposte a tampone.
Un tema, quello della tempistica dei tamponi sul quale ieri è intervenuto anche il sindaco di Giulianova Jwan Costantini che ha scritto alla Asl per sollecitare l’esecuzione tempestiva dei tamponi a quelle persone risultate positive a seguito di test effettuati privatamente e segnalati alla Asl da medici di base e pediatri. «I ritardi nei test», dice Costantini, «stanno determinando una situazione di grave allarme sociale».