«Sono stato aggredito e mi sono difeso»

Davanti al gip parla solo il teramano. Arresti convalidati, domiciliari a uno dei due giuliesi e obbligo di firma per gli altri
TERAMO. Arresti domiciliari ad Ascoli Piceno per il giuliese Giuseppe Di Tullio, 28 anni, ed obbligo di firma per il fratello Nicolas di Tullio, 28 anni, e per il teramano Stefano D’Ignazio, 22 anni. E’ quanto ha stabilito ieri mattina, al termine dell’udienza di convalida, il gip Franco Tetto, davanti al quale sono comparsi i tre ragazzi arrestati nella notte tra sabato e domenica al termine di una rissa scoppiata al porto di Giulianova.
Nel corso dell’udienza dei tre giovani, assistiti dagli avvocati Filippo Torretta, Francesco Ulbar e Carla Gatti, solo D’Ignazio ha risposto alle domande del gip, sostenendo di non aver partecipato ad alcuna rissa ma di essere rimasto coinvolto nei tafferugli solo perché aggredito. «Non ho partecipato alla rissa» avrebbe detto davanti al giudice il ragazzo, senza alcun precedente, «sono stato aggredito e mi sono difeso».
L’arresto era scattato al termine di una violenta lite, poi degenerata in rissa, che aveva visto coinvolti una ventina di giovani e che si era consumata al porto al termine dell’Aperistreet. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, immediatamente giunti sul posto, ad accendere la scintilla sarebbero state le note rivalità calcistiche tra Teramo e Giulianova, con i ragazzi coinvolti che da semplici prese in giro sarebbero passati ben presto alla mani. All’arrivo dei militari, però, la folla di giovani si sarebbe immediatamente dispersa e a darsele di santa ragione sarebbero rimasti solo i tre ragazzi arrestati. Sempre secondo la ricostruzione dei Carabinieri, per dividere i tre sarebbe stato necessario l’intervento di un’ulteriore pattuglia del radiomobile e l’utilizzo dello spray al peperoncino. Solo al quel punto i militari sarebbero riusciti ad immobilizzarli e ad arrestarli per rissa e minaccia aggravata. Dopo il fermo i tre erano stati comunque accompagnati in ospedale, prima di essere trasferiti nelle camere di sicurezza della Caserma di Giulianova, per alcune medicazioni per lievi contusioni.Nel corso della serata i militari avevano anche denunciato a piede libero, per interruzione di pubblico servizio e favoreggiamento nel reato di evasione, un altro ragazzo di Giulianova, D.M. Mentre i carabinieri stavano facendo salire sull’auto di servizio uno dei due fratelli di Giulianova, entrambi ultrà, quest’ultimo lo avrebbe infatti preso per la vita cercando di portarlo via.
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