Soppresse sette sedi di guardia medica

11 Agosto 2016

La Regione intima alla Asl di chiuderle, insorge il sindacato dei medici di base. Il sindaco di Castellalto prepara un ricorso

TERAMO. C’era una volta il potenziamento dell’assistenza sanitaria sul territorio. Poi è arrivato l’ordine di chiudere sette sedi di guardia medica.

E si è scatenata la protesta dei medici di base e dei sindaci. Tutto è iniziato dalla delibera del 9 agosto con cui la Asl ha recepito una intimazione del Servizio di medicina territoriale della Regione a dare seguito alla delibera commissariale di riorganizzazione delle sedi di continuità assistenziale, ovvero di guardia medica, e ha dunque previsto la chiusura di sette sedi (Campli, Castellalto, Cermignano, Colledara, Fano Adriano, Nereto, Valle Castellana) in modo definitivo e lo spostamento della sede di Torricella a Rocca Santa Maria. Il 1° ottobre, come si legge nella delibera, si procederà alla chiusura delle sedi di Castellalto, Colledara e Nereto. Per le altre, invece, la Asl si è riservata di prendere ulteriori provvedimenti entro marzo 2017.

«Sono previste conseguenze negative per numerosi territori che, all'improvviso, rimarranno sguarniti del servizio di guardia medica», attacca Ercole Core, presidente della Fimmg, il sindacato dei medici di base, «Basti pensare alla situazione che si verrà a creare con la chiusura delle sedi di Bisenti e Castilenti e il conseguente accorpamento ad Atri: le aree montane più interne resteranno totalmente scoperte e da Atri, per far visita a Castiglione, ci vorranno ore. Forti disagi si registreranno anche nel territorio di Cermignano. Ma, al di là di queste considerazioni, vi è da rilevare che si tratta di un provvedimento assolutamente ingiustificato in quanto la Asl di Teramo è sempre rientrata nei paramenti nazionali e regionali, sia per la spesa delle sedi di guardia medica sia per il numero ottimale dei medici rispetto al numero della popolazione. Se poi si pensa che le altre Asl abruzzesi, ad esempio quelle di Chieti e L'Aquila, non hanno mai rispettato questi parametri, l'unica conclusione è che si tratta dell'ennesima penalizzazione per il territorio di Teramo. Ultima ma non meno significativa conseguenza del provvedimento riguarda i circa 30 medici, non titolari ma sostituti, che da anni lavorano nel servizio di continuità assistenziale e che rimarranno senza lavoro».

Insorge anche il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco che annuncia un ricorso: «Siamo pronti a dare battaglia contro la delibera della Asl che prevede la chiusura della guardia medica di Castellalto. Questa mattina come amministrazione comunale abbiamo incaricato un avvocato di predisporre un'azione legale a seguito della decisione, spropositata sia nei modi che nei tempi, che lascerebbe scoperta e priva di guardia medica e assistenza ai cittadini un'area afferente ai territori di Canzano e Castellalto con oltre 10mila abitanti. Nei soli primi 9 giorni di agosto nella sede del capoluogo sono state effettuate 30 prestazioni mediche, concentrate soprattutto nel fine settimana. A chi si rivolgeranno i nostri cittadini una volta chiusa la guardia medica? Avevamo impugnato l'atto commissariale del 2013 voluto dall'ex governatore di centrodestra Chiodi e mi aspettavo che si attendesse l'esito di questo ricorso. Adesso impugneremo anche questa delibera della Asl. Ho interpellato e sollevato il caso nei confronti dei vertici della Regione dalla quale attendiamo riposte». Di Marco chiede al direttore generale Fagnano e alla Regione «di ripensare rapidamente quanto previsto nel recente atto, chiedendo al contrario di indire un tavolo di concertazione subito con tutti i soggetti coinvolti, in primis i sindaci dei Comuni interessati in quanto autorità sanitarie del proprio territorio». (a.f.)

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