“Soprattutto Teramo” non sarà in giunta

16 Gennaio 2016

Il gruppo di Di Sabatino detta tre condizioni, due già rifiutate dal sindaco: 6 assessori invece di 9 e spazio ai tecnici

TERAMO. Non ci sarà "Soprattutto Teramo" nella nuova giunta del sindaco Maurizio Brucchi. A meno che il primo cittadino non accetti in blocco le condizioni, che per la verità ha in parte già respinto, dettate dal gruppo durante le consultazioni di maggioranza per una reale discontinuità politica e amministrativa con il recente passato. E' questo il nocciolo del documento approvato nella serata di ieri al termine della riunione che ha visto i consiglieri Alfonso Di Sabatino Martina, Alessia De Paulis e Alberto Covelli confrontarsi con i loro sostenitori, tra cui i rappresentanti della lista "Popolari per Teramo" nata un anno e mezzo fa in appoggio alla ricandidatura di Brucchi.

Il testo, accompagnato da nomi e simboli di entrambe le componenti riunite per valutare la proposta del sindaco di occupare un posto nell'organigramma che scaturirà dal rimpasto, ripercorre quell'esperienza. A partire dal 6,5% che permise ai Popolari di eleggere due consiglieri: Di Sabatino Martina e Domenico Sbraccia, nel frattempo approdato a Fratelli d'Italia-An. Il risultato, però, non garantì l'ingresso in giunta alla lista civica, sacrificata sull'altare di «semplicistica e greve operazione numerica, che ora come allora, ancora tanto piace a qualche sbiadita eminenza politica locale». Quell'esclusione «ingiustificata, immotivata e oltraggiosa» condusse alla «patologica gestazione» da cui nacque la giunta di cui il movimento sollecita un sostanziale ricambio. I Popolari e "Soprattutto Teramo" ricordano che il loro unico obiettivo «è di restituire nuovo slancio e dignità all’azione politico amministrativa dell’attuale maggioranza di governo della città», nonostante gli «orditori del complotto» a loro danno abbiamo manifestato «l’arroganza, la tracotanza e la becera logica della quale servirsi per soddisfare appetiti sempre più stringenti e famelici, allorché i territori di caccia fossero destinati ad un inesorabile restringimento, financo comunale».

Con questo spirito, dunque, sintetizzano in tre punti le loro condizioni. La giunta deve essere «imperniata su criteri difformi rispetto a quelli sinora utilizzati, che vertano su principi non negoziabili di competenza e qualità, morigeratezza nei comportamenti, capacità politiche, comprovata esperienza amministrativa, dedizione ed impegno». Gli assessori devono essere sei, al posto dei nove attuali, e «anche se tecnici, dovranno rappresentare le reali esigenze della collettività, garantendo una completa ed universale apertura verso tutte le forze politiche della coalizione, rifuggendo da perverse logiche e mal celati tentativi di risposta unidirezionale alle relative filiere di appartenenza». La giunta non dev'essere «lo specchio di meri calcoli numerici, peraltro non sempre rispettati, ma rappresentare la summa delle competenze, delle sensibilità politico-amministrative, delle migliori espressioni cittadine».

Se Brucchi non accoglierà queste sollecitazioni, il gruppo rifiuterà l'ingresso in giunta «in quanto non sarebbero stati osservati i necessari precetti di novità che avrebbero dovuto ineludibilmente ispirare la nuova fase». Il sindaco ha già fatto sapere che la giunta non sarà mai a sei né tantomeno formata da tecnici. Per cui il passo successivo è già scritto.

Gennaro Della Monica

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