Sos da Basciano: siamo abbandonati
Il sindaco protesta: dopo terremoto e maltempo il paese è stato lasciato solo
BASCIANO. «Basciano sta attraversando un periodo molto difficile, forse il più difficile di tutta la sua storia, così come gran parte della provincia di Teramo. Ma sembra che qualcuno lo voglia ignorare». È quanto afferma l’amministrazione comunale di Basciano, in una nota inviata dal sindaco Alessandro Frattaroli, che fornisce un quadro drammatico della situazione del Comune in seguito al terremoto e al maltempo. Una situazione già critica dopo il terremoto del 24 agosto, che si è poi aggravata in seguito alle scosse successive e «alle copiose precipitazioni nevose: nelle frazioni situate nella parte più alta del Comune si sono accumulati anche 3 metri di neve che, in combinata alla sequenza sismica del 18 gennaio, hanno ulteriormente colpito duramente numerose costruzioni. In particolare, il patrimonio agricolo e zootecnico risulta essere decimato: si contano numerosi capannoni e stalle crollati (secondo una prima stima sono circa 100 fabbricati di questa tipologia); in una di queste sono morti 8000 polli ed in molte altre il collasso delle strutture non rende possibile agli allevatori l’approvvigionarsi dei foraggi». INotre ci sono stati garvi danni al patrimonio artistico e alle chiese. «A tutto ciò, come se non bastasse», prosegue la nota, «si aggiungono i disagi e le difficoltà di un’intera cittadinanza per la mancanza, oltre ogni limite, dell’energia elettrica, in alcune zone anche per due settimane. E di questo l’Enel ne dovrà rispondere». IL blackout ha colpito anche le aziende, che si sono dovute fermare, con notevoli danni economici. «Questa è la situazione reale e attuale del comune di Basciano», dice il sindaco, «ed è difficile comprendere il perché non venga presa in debita considerazione come area gravemente danneggiata dagli eventi citati dalle istituzioni e dai dirigenti politici. A gran voce, dunque, si chiede per Basciano, insieme a tutti i comuni oggettivamente colpiti da queste ripetute catastrofi, l’inserimento nel cratere sismico». Per una comunità piccola come la nostra nulla di ciò può essere sottovalutato o lasciato al caso. Ad oggi non si è vista a Basciano nessuna istituzione, che con la propria presenza, oltre a prendere atto delle evidenti difficoltà, avrebbe dato coraggio e speranza di una ripresa certa ad un’intera cittadinanza, legata alle proprie origini e tradizioni e che vuole restare nei propri luoghi. Come amministrazione siamo pronti ad ogni azione pur di tutelare i cittadini di Basciano».

