Sosta selvaggia al parco fluviale

Proteste per l’area di via Nicola Dati, i residenti chiedono maggiori controlli
TERAMO. Sosta selvaggia e abbandono di rifiuti lungo la pista ciclopedonale del parco fluviale. Una situazione che si protrae da tempo quella che si vive in via Nicola Dati: la strada cittadina termina a ridosso dell'area verde, anzi sfocia proprio all'interno del parco. Una zona che è interdetta ai mezzi, eccezion fatta per gli autorizzati. Per quanti, cioè, hanno casa lì o vi possiedono piccoli orti ed appezzamenti di terreno. Cartelli stradali di divieto accesso sono ben visibili all'inizio della pista ciclopedonale, ma vengono del tutto ignorati da automobilisti che lavorano nei dintorni e che quotidianamente usano quella strada sterrata come parcheggio. Così è diventata consuetudine per i residenti della zona o per chi frequenta il parco convivere con le file di mezzi lasciati per ore e ore in sosta all'interno dell'area verde. Una consuetudine alla quale però gli abitanti del posto non si vogliono rassegnare: da tempo hanno segnalato, e continuano a farlo, all'amministrazione comunale la pessima abitudine di tanti teramani nell'usare l'ingresso del parco fluviale come parcheggio ma nonostante ciò non ci sono stati interventi di alcun tipo. Né pattugliamenti da parte della polizia municipale, mai una sanzione, né interventi di altro genere volti ad arginare e scoraggiare il malcostume. Malcostume che, a detta dei residenti di via Nicola Dati, non è l'unico che si consuma da quelle parti. Infatti nella fitta vegetazione che costeggia la strada arbitrariamente adibita a posti per le automobili, vengono spesso gettati rifiuti di vario genere: cartacce, mozziconi di sigarette, bottiglie di plastica e buste di spazzatura indifferenziata. Rifiuti che verrebbero abbandonati proprio dai proprietari dei mezzi in sosta. (v.m.)

