Sostituito lo sterno a una paziente

15 Novembre 2020

Innovativo intervento a Teramo su una forma di tumore aggressivo

TERAMO. Ricostruito lo sterno a una paziente. Il particolarissimo intervento è stato eseguito dall’equipe di Chirurgia toracica su una paziente con una invasiva forma di tumore sternale.
Un intervento raro che è consistito in una demolizione totale e ricostruzione con l’impiego di una innovativa protesi in titanio. Tale procedura ricostruttiva, avvalendosi di una griglia metallica resistente sia alla corrosione sia alle sollecitazioni sulla parete toracica determinate dagli atti respiratori, è frutto di una ricerca tecnologica del reparto volta a offrire ai pazienti oncologici le più ampie garanzie di radicalità e ripresa funzionale. In sostanza è stato sostituito l’intero corpo dello sterno, sostituito dalla griglia in titanio senza l’impiego delle classiche placche metalliche o segmenti ossei, associati a rete di rinforzo. L’intervento è stato eseguito dal primario Roberto Crisci coadiuvato da Duilio Divisi, Andrea De Vico e Giovanna Imbriglio. La paziente, che soffriva molto prima dell’operazione, ha avuto un decorso postoperatorio regolare, con pieno recupero della funzionalità respiratoria, tanto da poter rapidamente affrontare il prosieguo dell’iter terapeutico. L’intervento è avvenuto due mesi fa ma i chirurghi ne danno notizia ora «dopo aver constatato e seguito nel tempo l’eccellente stato di salute della paziente. La Chirurgia toracica di Teramo, convenzionata con l’Università dell’Aquila, da quattro decenni offre risposte al territorio e non solo circa la patologia pleuro-polmonare, parietale, mediastinica e diaframmatica, in elezione e in urgenza». Un’attività che ha trovato riscontro nella nomina di Crisci a presidente nazionale della Società italiana di Chirurgia toracica. Il reparto del Mazzini rappresenta inoltre una delle poche realtà nel Centro e nel Sud ad effettuare l’”Endobronchial Ultrasound/transbronchial needle aspiration or biopsy” che consente la valutazione istolologica e citologica delle patologie del mediastino attraverso l’albero tracheo-bronchiale, senza la necessità di ricorrere ad interventi invasivi ma con un un broncoscopio dotato di ecografo all’estremità.