Sotto inchiesta i lavori dopo le calamità

25 Maggio 2018

Nella mole di documenti al vaglio del pm anche procedure di somma urgenza legate ai danni di terremoto e neve

TERAMO. Il ritmo incalzante dell’indagine, tra perquisizioni e sequestri, delinea i contorni della nuova inchiesta per corruzione sugli appalti pubblici. Che si muove in svariate direzioni, intercettando anche alcune procedure post calamità nei giorni delle emergenze terremoto e neve.
Perchè ci sono anche procedimenti seguiti da alcuni enti locali in quelle occasioni, in particolare iter di somma urgenza proprio in considerazione del momento, nella mole di documentazione fatta acquisire dalla Procura e da settimane all’esame degli investigatori della guardia di finanza. A cominciare da centinaia di gare d’appalto riguardanti svariate opere. E non solo stradali. Tutto materiale finito sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità giudiziaria al termine di altrettante acquisizioni fatte negli enti pubblici finora coinvolti: la Provincia, i Comuni di Teramo, Atri e Pineto, i compartimenti Anas di Abruzzo e Marche con la Procura decisa a dimostrare l’esistenza di un sistema in cui gli imprenditori si mettevano d’accordo per spartirsi gli appalti con il concorso di funzionari e politici in cambio di qualcosa in un modus operandi ben collaudato. «Accordi illeciti» li definisce più volte il pm Luca Sciarretta (titolare del fascicolo) nel decreto di perquisizione.
Per ora gli indagati sono il consigliere provinciale Mauro Scarpantonio (che nei giorni scorsi ha riconsegnato la delega alla viabilità); l’imprenditore edile Armando Di Eleuterio, che è anche presidente regionale dell’Ance (l’associazione nazionale dei costruttori); l’imprenditore edile Diego Di Sabatino, il funzionario del settore viabilità della Provincia Dario Melozzi e quello del settore appalti del Comune di Pineto Donato D’Evangelista.
In queste ore, intanto, sono stati conclusi i primi accertamenti tecnici su telefonini e computer sequestrati ad alcuni degli indagati. Obiettivo di investigatori e inquirenti è quello di accertare se ci siano stati sms e soprattutto WhatsApp che possano evidenziare collegamenti sospetti. Le ipotesi di reato ipotizzate per tutti gli indagati sono quelle di corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Ma il numero degli indagati potrebbe aumentare, a cominciare dai nomi di altri imprenditori edili.
Una cosa è certa: la nuova inchiesta nata dalle 140mila ore di intercettazioni del procedimento Castrum, e per cui nei giorni scorsi sono già state sentite numerose persone nella loro veste di persone informate sui fatti e altre audizioni sono in programma per i prossimi giorni, è destinata ad allargarsi.
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