Sottopasso chiuso per problemi burocratici

3 Novembre 2019

Accordo Comune-Rfi stabilisce che può aprire solo se si dismette il passaggio a livello

TERAMO. Il sopralluogo nel cimitero di Cartecchio offre all’amministrazione comunale l’opportunità di tornare alla carica su due questioni che hanno suscitato polemiche: la mancata apertura del sottopasso ferroviario di Villa Pavone e il ritardo nell’attivazione della linea 9 del bus destinata a raggiungere più agevolmente la zona.
L’assessore al governo del territorio Stefania Di Padova, scura in volto, respinge le accuse dell’opposizione. «Nessuna confusione dal parte del Comune sull’apertura del sottopasso», scandisce, «mercoledì abbiamo sottoscritto il verbale di riconsegna da parte di Rfi dell’opera e pur risultando questa incompleta ne abbiamo stabilito l’attivazione parziale proprio per le particolari esigenze del fine settimana dedicato alla commemorazione dei defunti». A cambiare le carte in tavola sarebbe stata insomma la società che gestisce la rete ferroviaria con, dice Di Padova, «una decisione unilaterale con cui è stato disatteso l’accordo sottoscritto nei giorni scorsi».
Il corto circuito, a quanto pare, sarebbe stato innescato da problemi burocratici. La convenzione tra Comune e Rfi stabilisce, infatti, che all’apertura del sottopasso deve corrispondere l’immediata chiusura del passaggio a livello di Cartecchio. L’amministrazione, però, ha ritenuto di doverlo lasciare aperto, per evitare ulteriori problemi di traffico nella zona del cimitero durante il fine settimana di maggior afflusso di visitatori, e di conseguenza la società ferroviaria ha bloccato l’attraversamento pedonale. «In ogni caso abbiamo affrontato e risolto un problema che esisteva da anni», sottolinea il sindaco, «si può anche aspettare qualche giorno in più per motivi tecnici». La vicenda sarà chiarita la prossima settimana con un incontro tra l’amministrazione e i rappresentanti di Rfi in cui saranno definiti anche gli aspetti relativi al completamento dell’opera.
Replica all’opposizione anche il capogruppo del Pd Luca Pilotti che richiama gli atti della passata amministrazione. «Nella convenzione con Rfi il sottopasso doveva essere ciclopedonale», ricorda, «ma nell’atto deliberativo adottato sempre dalla medesima maggioranza di cui faceva parte anche qualche consigliere che oggi siede in minoranza, diventò solo pedonale». Di Padova, secondo lui, ha il merito di aver corretto la clamorosa svista.
Un inghippo burocratico avrebbe anche rallentato l’attivazione della nuova linea bus per il cimitero e Villa Pavone. «La delibera è stata approvata il 22 novembre», spiega l’assessore, «ma per diventare operativa va pubblicata all’albo pretorio». Anche in questo caso, però, il sindaco D’Alberto sottolinea il cambio di rotta rispetto alla passata amministrazione. «Siamo noi a dettare la linea e le scelte per il trasporto pubblico», conclude, «e non più il gestore». (g.d.m.)
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