Spaccio di droga davanti al tribunale Famiglia arrestata

Moglie e marito ai domiciliari, obbligo di firma per il figlio La donna avrebbe cercato di investire i militari con l’auto
TERAMO. Dallo spaccio davanti al tribunale alla macchina da 40mila euro consegnatale da un cliente fino al negozio di abbigliamento aperto per giustificare la presenza a Teramo: c’è di tutto nell’indagine che ha portato all’arresto di moglie e marito e all’obbligo di firma per il figlio 19enne. Ai domiciliari sono finiti Giuseppina Di Rocco, 36 anni, e il marito Domenico Di Rocco di 44, residenti a Mosciano. Per il loro figlio di 19 anni è scattato l’obbligo di firma giornaliero ai carabinieri.
Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Giulianova (agli ordini del tenente colonnello Vincenzo Marzo) l’intero nucleo familiare aveva l’unica fonte di sostentamento economico nel presunto spaccio di sostanze stupefacenti. A gestire le fila, sempre secondo la versione dei militari, c’era la donna che, in più occasioni avrebbe incontrato i clienti in pieno giorno davanti all’ingresso del tribunale di Teramo. In una occasione, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, i militari durante uno dei vari servizi di controllo e di pedinamento avevano scoperto la donna mentre stava cedendo una dose di sostanza stupefacente a un tossicodipendente nel piazzale antistante il tribunale. In quell’occasione i militari erano scesi dalla vettura per avviare il controllo ma la donna era immediatamente risalita sulla sua Range Rover dandosi alla fuga e tentando di investirli.
Secondo le corpose indagini , scattate nel mese di settembre, la donna – che in passato è stata sottoposta alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali – per potersi allontanare indisturbata dal comune di residenza aveva creato a Teramo un’attività commerciale di vendita di abbigliamento, successivamente interrotta, ma che continuava ad utilizzare come giustificazione per gli spostamenti nel capoluogo. I militari, inoltre, hanno scoperto che la Range Rover usata dalla donna per gli spostamenti era stata acquistata da un tossicodipendente e consegnata alla Di Rocco per saldare i debiti di droga contratti e per garantirsi le ulteriori dosi fino all’equivalente del valore dell’auto stessa. La macchina, dal costo di oltre 40.000 euro, è stata quindi sequestrata dai carabinieri per la successiva confisca, essendo ritenuta frutto di un’attività illecita. Durante tutta la fase investigativa, durata circa tre mesi, i carabinieri di Giulianova hanno documentato cessioni di droga, in particolare eroina e cocaina, per un valore complessivo di circa 15mila euro. Le richieste delle misure sono state fatte dal pm Enrica Medori e accolte dal gip Lorenzo Prudenzano.(d.p.)
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