Sparò con il fucile all’amico, torna in libertà

Atri, revocati gli arresti domiciliari al 27enne a quasi due anni dai fatti. Processo alle battute finali
ATRI. Torna in libertà, a quasi due anni dai fatti, il 27enne di Atri Giuseppe Mattucci accusato del tentato omicidio di un amico. Il tribunale ha accolto l’istanza presentata dai difensori dell’uomo, gli avvocati Alessia Moscardelli e Giuseppe Cichella, e ha revocato gli arresti domiciliari. Mattucci è accusato di tentato omicidio dopo aver sparato, nel 2020, tre colpi con un fucile da caccia contro l’auto guidata dal coetaneo ferendolo a una caviglia. Entrambi all’epoca dei fatti erano cacciatori, entrambi residenti nella zona di Fontanelle di Atri dove avvenne il ferimento. Il processo all’uomo è ormai alle battute finali con l’istruttoria al termine ma con un cambio di collegio di giudici che fa prevedere uno slittamento di udienze.
Secondo la consulenza affidata dalla Procura a Paride Minervini, il consulente balistico che negli anni scorsi ha trattato il caso del tifoso laziale ucciso Gabriele Sandri, uno di quei tre pallettoni avrebbe potuto colpire un organo vitale e quindi, teoricamente, uccidere. Ricostruzione contestata punto per punto dagli avvocati dell’imputato che hanno sollevato osservazioni sulla consulenza. E non solo su quella balistica. Nel corso di una delle udienzei difensori hanno contestato anche quella sulla dinamica delle due auto su cui quella sera si trovavano il ferito e l’imputato. Quella notte di quasi due anni l’imputato, dopo aver sparato, tornò a casa, lasciò il fucile e andò a costituirsi. Una prima ricostruzione investigativa aveva indicato tra i moventi quello di una ipotetica rivalità tra i due uomini per una donna. Ricostruzione smentita in aula dalla parte offesa che si è costituita parte civile rappresentata dall’ avvocato Vincenzo Di Gialluca.(d.p.)
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