Spara e uccide un’oca Aggredito dal proprietario

Mosciano, un 63enne va a caccia con il figlio e centra per errore l’animale Colpito da un pugno al naso, finisce in ospedale. Indagano i carabinieri
MOSCIANO. Era andato a caccia il figlio quando per errore avrebbe sparato a una papera di proprietà di un ristoratore suscitandone l’ira. Tanto che l’imprenditore gli avrebbe sferrato un pugno in pieno volto facendolo finire in ospedale.L’episodio, sul quale stanno indagando i carabinieri della locale stazione diretti dal maresciallo Claudio Patriarca, si è verificato ieri mattina intorno alle 8.30 in una zona non molto lontana dall’abitato di Mosciano. Il cacciatore, un 63enne del posto, si trovava insieme al figlio in un’area aperta alla caccia, nelle vicinanze di un agriturismo quando, secondo la sua versione, avrebbe esploso un colpo di fucile all’indirizzo di un volatile. I pallini però avrebbero raggiunto, uccidendola, una papera di proprietà del titolare dell’esercizio di ristorazione.
L’imprenditore, richiamato dallo sparo, sarebbe uscito per vedere se era tutto a posto, accorgendosi così dell’animale morto. A quel punto tra i due uomini sarebbe nato un diverbio, scaturito in un’aggressione ai danni del cacciatore. Il sessantatreenne sarebbe infatti stato colpito dal ristoratore con un pugno in pieno volto, cadendo a terra. Quasi privo di sensi il cacciatore, forse per il fastidio procurato dall’arma, ha compiuto il gesto di sfilarsi il fucile che aveva sulla spalla. Ma a quel punto il titolare dell’esercizio avrebbe afferrato la doppietta portandola via con sé. Successivamente si sarebbe giustificato con i carabinieri affermando di aver agito in quel modo per paura di un gesto inconsulto da parte del cacciatore.
A chiamare i soccorsi è stato il figlio del cacciatore. Sul posto è così arrivata un’ambulanza con il 63enne trasportato al pronto soccorso di Giulianova dove è rimasto in osservazione breve fino a ieri sera. I medici, dopo l’esame radiografico, gli hanno riscontrato una frattura al naso un trauma lombare, dovuto probabilmente alla caduta oltre a una forte cefalea. La prognosi sarebbe di 20 giorni. Sul posto, oltre al 118, sono arrivati anche i carabinieri, allertati sempre dal figlio del cacciatore, che dopo aver recuperato il fucile hanno sequestrato la papera e avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Intanto è stato rimesso un primo rapporto al magistrato di turno in cui si ipotizza a carico del ristoratore il reato di rapina impropria. I familiari del cacciatore si sono già rivolti all’avvocato Nadia Baldini e, come riferito da quest’ultima, sono intenzionati nei prossimi giorni ad avviare un’azione nei confronti dell’aggressore.
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