Sparatoria all’Atlante, 6 indagati

14 Agosto 2019

Alba, il pm chiude l’inchiesta per tentato omicidio e rissa. L’ex gestore accusato di favoreggiamento

ALBA ADRIATICA. A dieci mesi dalla rissa con sparatoria all’esterno dell’hotel Atlante di Alba Adriatica, la Procura (il pm Greta Aloisi titolare del fascicolo) chiude le indagini con sei nomi sotto accusa. Accanto ad Arlin Cera, il cittadino albanese attualmente in carcere per tentato omicidio dopo aver sparato e ferito gravemente il 38enne Lillo Luciani di Martinsicuro, ci sono lo stesso Luciani, altri tre cittadini albanesi (irreperibili) e Michele Sassano, allora gestore di alcuni servizi dell’hotel che dopo la sparatoria venne chiuso per un mese dal questore per motivi di ordine pubblico. Luciani e gli altre tre cittadini albanesi sono accusati di rissa, mentre a Sassano la Procura contesta il reato di favoreggiamento personale. Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, così si legge nell’avviso di conclusione, l’uomo «nella sua veste di persona informata sui fatti affermava falsamente di essersi ritirato in camera alle ore 00.45 e di aver appreso solo dopo i fatti che Arlin Cera aveva subito un’aggressione a colpi di coltelli e bastoni cui lo stesso aveva reagito armandosi a sua volta di coltello prima e di pistola poi». Cera (che nel corso dell’interrogatorio ha detto di essere un collaboratore del gestore dell’hotel e di lavorare nella struttura) ha sempre invocato la legittima difesa. Ha raccontato che quella notte Lillo avrebbe cominciato ad infastidire alcune bariste e degli avventori del bar dell’hotel Atlante e che per questo motivo era stato mandato via. Ma poco dopo era tornato in compagnia di tre albanesi che, secondo la versione di Cera, si erano presentati armati di coltelli e mazza da baseball con cui l’avevano colpito. Tutto in un crescendo di violenza. Perché a questo punto nelle mani di Cera era comparsa la pistola con cui l’uomo aveva inseguito fuori dal locale Luciani sparandogli due colpi: uno era andato a vuoto e l’altro lo aveva raggiunto alla schiena ferendolo gravemente. Cera è difeso dall’avvocato Leonardo Arnese, Sassano sempre da Arnese e dall’avvocato Stefania D’Addario, Lillo dall’avvocato Nello Di Sabatino.
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