Sparatoria all’hotel Atlante, 6 a processo

11 Ottobre 2019

Tra i rinviati a giudizio l’uomo che esplose due colpi di pistola e l’ex gestore della struttura accusato di favoreggiamento 

ALBA ADRIATICA. In sei vanno a processo per la sparatoria avvenuta un anno fa all’esterno dell’hotel Atlante di Alba Adriatica. Lo ha deciso il gup Marco Procaccini al termine dell’udienza preliminare. Diverse le ipotesi di reato contestate che vanno dal tentato omicidio alla rissa fino al favoreggiamento. Accanto ad Arlin Cera, il cittadino albanese in carcere per tentato omicidio dopo aver sparato e ferito gravemente il 38enne Lillo Luciani di Martinsicuro, ci sono lo stesso Luciani, Michele Sassano, all’epoca dei fatti gestore di alcuni servizi dell’hotel che dopo la sparatoria venne chiuso per un mese dal questore per motivi di ordine pubblico, gli altri tre cittadini albanesi Florind Sefaj, Serxhio Lika, Adrian Zyba, tutti domiciliati ad Alba Adriatica.
Luciani e gli altri tre cittadini albanesi sono accusati di rissa, mentre a Sassano l’autorità giudiziaria contesta il reato di favoreggiamento personale. Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, così si legge nell’avviso di conclusione, l’uomo «nella sua veste di persona informata sui fatti affermava falsamente di essersi ritirato in camera alle ore 00.45 e di aver appreso solo dopo i fatti che Arlin Cera aveva subito un’aggressione a colpi di coltelli e bastoni cui lo stesso aveva reagito armandosi a sua volta di coltello prima e di pistola poi». Cera (che nel corso dell’interrogatorio ha detto di essere un collaboratore del gestore dell’hotel e di lavorare nella struttura) ha sempre invocato la legittima difesa. Ai magistrati che lo hanno interrogati ha raccontato che quella notte Lillo avrebbe cominciato ad infastidire alcune bariste e anche degli avventori del bar dell’hotel Atlante e che per questo motivo sarebbe stato mandato via. Ma poco dopo sarebbe tornato in compagnia di tre albanesi che, secondo la versione di Cera, si sarebbero presentati armati di coltelli e mazza da baseball con cui l’avrebbero colpito alla testa e all’addome. Tutto in un crescendo di violenza il cui epilogo si sarebbe consumato davanti all’hotel. Perché a questo punto nelle mani di Cera sarebbe comparsa la pistola con cui l’uomo avrebbe inseguito fuori dal locale Luciani sparandogli due colpi: uno era andato a vuoto e l’altro lo aveva raggiunto alla schiena ferendolo gravemente. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Leonardo Arnese; Nello Di Sabatino; Andrea Ciannavei, Umberto Gramenzi e Stefania D’Addario.
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