Spari all’amico, concessi i domiciliari

15 Settembre 2020

Il giovane ha ripetuto al giudice che non voleva uccidere: per ora l’accusa contestata resta quella di tentato omicidio

ATRI. I primi passaggi obbligati di un fascicolo giudiziario scandiscono per ora l’evoluzione di quello che per la cronaca è l’agguato di Atri, il drammatico episodio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato nella frazione della città ducale. Dopo due giorni di carcere, Giuseppe Mattucci da ieri è ai domiciliari. Così ha deciso il gip Lorenzo Prudenzano al termine dell’udienza di convalida durante la quale il 25enne di Fontanelle – accusato di aver sparato tre colpi di fucile contro l’auto guidata da un amico colpendolo ad una gamba – ha ripetuto quanto detto al pm Davide Rosati nella drammatica notte dei fatti: «Non volevo uccidere nessuno». Arresto convalidato, dunque, e domiciliari per il muratore che dopo aver colpito la macchina dell’amico è tornato a casa, ha lasciato il fucile a casa ed è andato a costituirsi. Una scelta fatta autonomamente.
Il giovane, che è incensurato, è assistito dagli avvocati Alessia Moscardelli e Giuseppe Cichella che così hanno commentato: «Bisogna credere nella giustizia e chi crede nella giustizia si difende nel processo e non dal processo».
Per ora l’ipotesi di accusa contestata resta quella di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, dalla premeditazione e dall’uso delle armi. Non si può escludere che nel corso delle successive indagini, e ipotizzando anche una possibile consulenza tecnica balistica che potrebbe chiedere Procura, l’accusa possa essere derubricata in lesioni gravissime. La vittima A.A., 24 anni, anch’egli operaio edile e cacciatore come Mattucci, è stato operato e i medici dell’ospedale di Atri gli hanno estratto i due pallettoni che lo hanno raggiunto alla gamba sinistra. I colpi non hanno lesionato la caviglia e per il giovane la prognosi è di trenta giorni.
I pallettoni sono stati acquisiti dai carabinieri che indagano insieme alla polizia. Accertamenti sono in corso sulla collocazione dei fori dei colpi sulla carrozzeria della macchina di A.A.A parte uno, che ha trapassato la parte bassa del parabrezza, i fori sono tutti in basso, nella parte anteriore e laterale. Secondo una prima ricostruzione Mattucci avrebbe aspettato l’amico – una delle ipotesi è che ci sia la rivalità per una donna – sotto casa. Già intorno alle 20 c’era stato un primo litigio fra i due, vicino al bar del paese. Dopo questo primo alterco Mattucci è tornato a casa, ha preso il fucile semiautomatico che deteneva con regolare licenza, è salito in macchina e ha aspettato che A.A. rientrasse a casa. Il 25enne si è appostato nei paraggi e quando intorno a mezzanotte il 24enne è tornato a casa – dove abita con la compagna – ha visto l’auto dell’amico e, forse sospettando qualcosa, non si è fermato. Mattucci ha acceso l’auto, l’ha inseguito e all’altezza della rotonda di Fontanelle bassa ha sparato tre colpi. Due con cartucce a pallini e uno a pallettoni. Proprio quest’ultimo colpo ha preso A.A. alla caviglia sinistra. Il 25enne è tornato a casa, dove abita con i genitori. Ha lasciato il fucile ed è andato a costituirsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA