Sparita dalla casa di riposo Assolto l’ex direttore

13 Dicembre 2014

Atri, Corradetti era imputato per abbandono di incapace ed esercizio abusivo della professione: per il tribunale, però, non ha avuto alcuna responsabilità

ATRI. Era un pomeriggio di aprile quando Agnesina Verzella, 83 anni, eludendo gli sguardi degli operatori, si allontanò dalla casa di riposo Santa Rita di Atri per scomparire nel nulla. Inghiottita dall'ambiente circostante senza lasciare traccia, portando con sé solo quella borsa della spesa a scacchi rossi e neri rimasta impressa a chi pochi istanti prima l'aveva vista passeggiare per le stanze della struttura. Una scomparsa per la quale era finito a processo l'allora direttore della casa di riposo Giuseppe Corradetti, accusato di abbandono di persona incapace, che ieri pomeriggio, al temine del processo davanti al giudice Franco Tetto, è stato assolto da ogni responsabilità. Una doppia assoluzione, in realtà, in quanto la procura contestava all'uomo, difeso dagli avvocati Stefano e Francesco Mariano, anche il reato di esercizio abusivo della professione. Un reato connesso sempre al caso dell'anziana scomparsa: per la procura, infatti, l'anziana non sarebbe stata autosufficiente o comunque capace di autodeterminarsi e di conseguenza nell'ospitarla la casa di riposo avrebbe svolto un'attività tipica di una residenza assistita senza averne l'autorizzazione. Nel corso delle udienze la difesa dell'uomo ha sostenuto come la donna fosse entrata nella struttura sulla base di certificati medici rilasciati dalla precedente struttura in cui era ospitata e sulla scorta di altrettante valutazioni specialistiche che ne attestavano la compatibilità con la permanenza nella casa di riposo.

Di conseguenza Corradetti, che della struttura era il legale rappresentante, nel firmare l'ammissione dell'anziana non avrebbe commesso alcun reato. Così come, secondo la difesa, anche rispetto al reato di abbandono di persona incapace, nulla si sarebbe potuto contestare al suo assistito. Una difesa che ha retto in aula, con il giudice Franco Tetto che al termine dell'udienza ha assolto l'imputato da tutti i reati.

I fatti contestati al professionista risalivano al 2011, con le indagini scattate dopo l'allontanamento della donna dalla casa di riposo di Atri. All'epoca, infatti, su quella vicenda fu aperto un fascicolo a firma del pm Irene Scordamaglia, con l'acquisizione di tutta una serie di atti e testimonianze tra le quali anche quelle dei familiari della signora. Al centro delle accusa alcune certificati in cui la donna sarebbe stata definita solo parzialmente sufficiente, certificati che avevano fatto scattare altre indagini che avevano portato al Procura a chiedere ed ottenere per l'uomo, nella sua veste di presidente della casa di riposo Santa Rita, il processo con le accuse di esercizio abusivo della professione ed abbandono di persona incapace.

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