«Spariti 250mila euro»

L’esposto di un professionista ai carabinieri: svuotato il mio conto Unicredit
TERAMO. Denuncia un professionista teramano: «Dai miei conti sono spariti 250mila euro». Per ora c’è un’inchiesta interna avviata dalla banca Unicredit e c’è quella della Procura. Si muovono su binari paralleli e forse, tra qualche tempo qualche dato della prima confluirà nella seconda in nome di una verità giudiziaria tutta da accertare su un caso di presunte appropriazioni di soldi sui conti di alcuni clienti da parte di un dipendente della filiale teramana di piazza Garibaldi.
Ma i tempi della giustizia non sono quelli della vita reale. Perchè nel frattempo il professionista si è ritrovato con un conto svuotato da operazioni mai fatte da lui e il 13 settembre si è presentato dai carabinieri per mettere tutto nero su bianco in un atto già trasmesso all’autorità giudiziaria.
LA DENUNCIA. Così si legge nella denuncia: «Sono titolare di conti deposito titoli presso la UniCredit di piazza Garibaldi. Sui conti, fino a marzo 2010, erano presenti rispettivamente 470mila euro e 27mila. In data 11 settembre 2017 venivo contattato telefonicamente dalla banca Unicredit, sede centrale di Palermo, per essere informato che non era stata pagata una rata di mutuo da me acceso per l’importo di 676 euro». Inutile sottolineare la sua sorpresa perchè in tanti anni mai c’era stato un fatto di questo genere. Per capire cosa fosse successo l’uomo si presenta alla filiale di piazza Garibaldi per chiedere informazioni. Ed è qui che scopre che sul suo conto sono rimasti solo 300 euro. «Sorpreso da quanto comunicato dalla sede di Palermo», scrive nella denuncia, «mi recavo presso la Unicredit alfine di verificare cosa fosse accaduto ed in quella sede apprendevo che sui suddetti conti erano rimasti solo circa trecento euro». Ma le brutte sorprese non sono finite visto che il professionista scopre che ci sono delle disposizioni di acquisto e vendita di titoli su cui qualcuno ha apposto la sua firma falsificandola. «Mi venivano consegnate delle disposizioni di acquisto e vendita di titoli sui quali era apposta la mia firma», scrive a questo proposito nella denuncia, «firma che disconosco totalmente ed infatti produco altri documenti da me firmati nei quali si evince che la mia firma è totalmente diversa. Voglio precisare che la somma che risulta mancare è quella di 247mila euro atteso che nel frattempo la differenza era stata da me usata per l’acquisto di un immobile per la somma di 250mila euro».
LA BANCA. Dopo la denuncia, così come tra l’altro è previsto, è scattata un’ inchiesta interna della banca che avrebbe disposto delle ispezioni e sospeso momentaneamente il dipendente. L’uso del condizionale è d’obbligo visto che da Roma, alla richiesta di conferme o smentite, un portavoce risponde con «Unicredit non commenta».
Intanto sembra che in questi giorni nuove denunce siano state fatte da altri clienti che si sarebbero ritrovati con degli ammanchi sui conti e che, per questo, dopo aver chiesto spiegazioni alla filiale si sono rivolti ai carabinieri. Il numero degli esposti, dunque, è destinato ad aumentare così come l’entità complessiva della somma che sarebbe sparita. Anche queste denunce sono già state trasmesse alla Procura che le ha riunite, così come in questi casi stabilisce la procedura, in un solo fascicolo. L’inchiesta è allo stato embrionale, ma è probabile che già nei prossimi giorni possano scattare le prime deleghe per l’acquisizione di documenti e atti necessari per ricostruire quella che si annuncia una vicenda complessa e delicata. Con i tempi di un’inchiesta giudiziaria.
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