«Speed scout illegittimo», c’è un esposto

Lo ha inviato a prefettura e questura Petrosino, il promotore del comitato dei multati di Notaresco
NOTARESCO. Ci sarebbe una serie di illegittimità a viziare l’attività di rilevamento della velocità condotta utilizzando lo speed scout a partire dallo scorso mese di maggio, e fino a settembre, dalla polizia locale di Notaresco. Le elenca, in un esposto inviato alla prefettura e alla questura di Teramo, Michele Petrosino, il consigliere comunale di Castellalto che si è fatto promotore di un comitato di multati tramite il quale sono stati inoltrati al giudice di pace quasi 200 ricorsi, i primi dei quali sono in discussione proprio in questi giorni.
A prescindere da come andranno le singole cause, Petrosino ha voluto rappresentare nell’esposto i (per ora presunti) vizi generali dell’attività voluta dal Comune di Notaresco e svolta attraverso lo speed scout, apparecchiatura elettronica montata sull’auto dei vigili urbani. Petrosino innanzitutto fa rilevare che «appare violato il diritto di difesa per assenza nel verbale degli estremi del decreto del prefetto che autorizza la rilevazione della velocità con mezzi elettronici, senza onere d’immediata contestazione». I verbali contestano tutti il superamento del limite di 50 km orari imposto in centro abitato ma, poiché nei verbali non vengono indicati il chilometro e il numero civico ma solo le coordinate Gps (altro elemento ritenuto motivo d’invalidità), Petrosino avanza dubbi che effettivamente tutte le multe siano state fatte in centro abitato. Anzi, alla luce delle zone di rilevazione comunicate dal Comune alla prefettura, di questo appare certo. L’esposto continua: «È palese che qualora l’accertamento sia avvenuto al di fuori del centro abitato, come accade in molti verbali notificati, la multa sia illegittima».
Il nocciolo duro delle contestazioni del comitato multati, però, è un altro: «l’illegittimità della multa per mancata contestazione immediata della violazione». In tutti i verbali si legge che non è stato possibile procedere alla contestazione immediata ma, fa notare Petrosino, per legge «vi è un vero e proprio obbligo, nel caso di accertamento di violazioni del codice della strada, di procedere immediatamente alla relativa contestazione “quando è possibile”. Ora, in tutti i verbali in esame la motivazione risulta meramente apparente». Petrosino sottolinea come sull’autovettura che ha rilevato la violazione vi fosse un solo agente: da qui per lui «appare chiara a priori l’intenzione dell’accertatore e la pretestuosità dei motivi addotti che avrebbero impedito la contestazione immediata, in quanto da solo non avrebbe potuto procedere in tal senso».
Va sottolineato che quasi tutte le 1.200 multe fatte a Notaresco con lo speed scout da maggio a luglio sono state pagate (in questi giorni stanno arrivando i verbali di quelle di agosto), ma Petrosino ritiene che, oltre ai ricorsi di chi non ha pagato, chi ha pagato possa procedere a cause per ottenere il risarcimento. Sempre che vi sia un’autorità terza che decreti l’illegittimità di quelle sanzioni.(d.v.)
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