«Spiagge libere, basta con i divieti»

1 Febbraio 2018

I sindaci di Roseto e Pineto chiedono alla capitaneria di consentire la balneazione

ROSETO . «Per la spiaggia della riserva del Borsacchio chiederò una semplice cartellonistica con su scritto “balneazione non sicura” e punterò a eliminare il divieto di balneazione che tanti problemi ha creato lo scorso anno». A dirlo è il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo che ieri mattina ha incontrato il sindaco di Pineto Robert Verrocchio per delineare una linea comune ed evitare, in vista della prossima stagione estiva, di ricorrere di nuovo al divieto di balneazione che incide in maniera negativa sul turismo. Da due anni, infatti, la capitaneria di porto di Giulianova obbliga i comuni a istituire il servizio di salvataggio anche nei tratti a fruizione libera. Il Comune di Roseto, non avendo le risorse per coprire con i bagnini tre chilometri di costa, ha optato per il divieto di balneazione, con conseguenti proteste di cittadini e turisti. A Pineto il sindaco Verrocchio fece una convenzione con la Croce rossa per garantire il servizio di salvataggio nella spiaggia libera del Cerrano. Per l’estate 2018 entrambi i sindaci puntano a una semplice cartellonistica che non limiti il bagno nei tratti di spiaggia libera, sempre più frequentati negli ultimi anni.
«A breve andremo insieme, io e Verrocchio», dice Di Girolamo, «nella sede della direzione marittima a Pescara per affrontare con il nuovo comandante il problema degli ampi spazi di spiaggia libera che sia noi sia Pineto abbiamo in abbondanza nei nostri territori. E poi, subito dopo, incontreremo i comandanti degli uffici marittimi di Roseto e Giulianova per vedere se è possibile evitare di istituire i divieti di balneazione». Il primo cittadino rosetano punterà sul fatto che nelle altre località balneari abruzzesi, per esempio Vasto, nelle ordinanze non è previsto il servizio di salvataggio nei tratti di spiaggia libera. «Non è possibile che nello stesso Abruzzo», osserva Di Girolamo, «ci siano uffici marittimi che la pensano in maniera diversa. A Vasto e Ortona, per esempio, negli ampi tratti che lo hanno di spiaggia libera, viene consentito di mettere la semplice cartellonistica con la scritta “balneazione non sicura”. Perché qui da noi non è possibile fare la stessa cosa? Oltretutto con la realizzazione della nuova pista ciclabile nella riserva del Borsacchio aumenterà sicuramente il flusso turistico nella zona e non è possibile far loro trovare il divieto di balneazione». (l.v.)
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