Spiaggia Borsacchio, il sindaco: «Non possiamo pagare i bagnini»

26 Giugno 2020

Dopo la tragedia della donna annegata torna il problema dell’assistenza nell’arenile libero «Potremmo permetterci solo la sorveglianza con una moto d’acqua, ma c’è il no della capitaneria»

ROSETO. «Assicurare l’assistenza per i bagnanti nella spiaggia della riserva del Borsacchio è impossibile per le casse comunali». A dirlo è il sindaco Sabatino Di Girolamo dopo la morte, mercoledì mattina, di Daniela D’Angeli, 66 anni, nata a Roma ma residente da tempo a Roseto, annegata forse a causa di un malore mentre faceva il bagno proprio nella spiaggia libera della riserva. Un tratto di circa due chilometri e 700 metri difficile da gestire, dove per il momento è stata installata solo una cartellonistica monitoria contenente, oltre all’avviso di balneazione non sicura, anche le disposizioni anti-covid per il distanziamento.
Garantire il servizio di salvataggio in tutto il tratto significherebbe mettere un bagnino ogni 150 metri, secondo l’ordinanza della capitaneria di porto di Giulianova. «Due anni fa, insieme ai sindaci di Pineto e di Martinsicuro», spiega Di Girolamo, «rappresentammo la difficoltà di assicurare l’assistenza bagnanti in questi ampi tratti di spiaggia libera. Un bagnino per ogni postazione, con tutte le attrezzature, costa 10mila euro, e dunque il Comune per garantire l’assistenza su tutto il tratto dovrebbe spendere circa 150mila euro. Una cifra improponibile per l’ente».
Molto attiva da anni nella spiaggia della riserva è l’associazione “Guide del Borsacchio”, che hanno dato la propria disponibilità per una sorveglianza con i propri volontari, ma che comunque non sarebbe sufficiente. L’unica soluzione secondo il sindaco sarebbe una semplice sorveglianza mobile con una moto d’acqua. «Questo abbiamo ipotizzato», aggiunge Di Girolamo, «noi sindaci, perché ci permetterebbe di garantire il servizio con costi limitati, ma la capitaneria non ha accettato». Il Comune dunque è immune da responsabilità grazie alla cartellonistica monitoria presente, ma il problema resta. Sta dunque al buon senso delle persone rispettare le regole ed evitare di fare il bagno quando il mare è mosso, o comunque è opportuno non allontanarsi troppo dalla riva. A Roseto ci sono complessivamente cinque chilometri di spiaggia libera: molti tratti sono al centro, facilmente gestibili grazie alla sorveglianza negli stabilimenti limitrofi. C’è poi il lungo tratto sul lungomare sud di circa un chilometro e mezzo, dove però è massiccia la presenza di scogliere e la frequentazione non è eccessiva. La situazione della spiaggia del Borsacchio si potrà risolvere definitivamente, forse, con l’approvazione del piano di assetto naturalistico, che presuppone anche un comitato di gestione, ma i tempi sono ancora lunghi. Sui controlli per la vigilanza in Riserva, invece, il Comune attende i finanziamenti regionali, ma difficilmente arriveranno.
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