Spiaggia libera occupata abusivamente

Alba Adriatica, ordinanza del Comune per imporre a uno chalet e a un hotel di liberare alcuni tratti
ALBA ADRIATICA. Non solo allargamenti “legali”, ma anche quelli abusivi: così alcune concessioni balneari si sono mangiate praticamente tutte le spiagge libere dal centro di Alba Adriatica verso nord. Con un’ordinanza firmata pochi giorni fa e ora resa pubblica, infatti, il Comune ha obbligato lo chalet Al Messicano e l’hotel Adria a liberare la spiaggia libera occupata abusivamente da inizio stagione. Secondo l’ente, il primo stabilimento, posto nella zona nord fortemente colpita dall’erosione costiera, avrebbe piazzato ombrelloni, sdraio e lettini senza autorizzazione su una fascia di spiaggia libera larga due metri e profonda 15. Ben più eclatante invece il caso dell’hotel di via Firenze, nella zona centrale, che avrebbe occupato abusivamente una porzione di arenile larga oltre 10 metri e profonda addirittura 35, dato che in quel punto il fenomeno erosivo è meno accentuato.
Ora le due concessioni hanno pochi giorni per liberare tutto. Per sbrigare l’iter, però, ci è voluto più di un mese: il sopralluogo degli uffici comunali è datato infatti 26 giugno, mentre l’ordinanza 31 luglio. La vicenda è stata resa pubblica in un momento in cui la città di Alba è particolarmente sensibile al tema della riduzione delle spiagge libere. Tante le polemiche che sono nate, infatti, dopo la decisione dell’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni di revocare il blocco agli allargamenti delle concessioni colpite dall’erosione, imposto nel 2008 dal predecessore Franchino Giovannelli. Proprio l’ex primo cittadino ha attaccato la misura definendola un «grave danno» anche per la disparità che, a suo dire, provoca tra le concessioni che confinano con spiagge libere, che quindi possono allargarsi, e quelle che invece non possono farlo perché «chiuse» tra arenili privati. A sostegno della sua tesi, il caso della zona nord della costa albense: gravemente colpita dall’erosione, non ha però potuto contare sulla compensazione dell’allargamento, che invece si è reso possibile per sette concessioni più a sud. Ad aver dato maggior risalto alla carenza di spiagge libere provocata dagli allargamenti, invece, è stato l’ex assessore Giorgio Morganti, che ha ricordato come il turismo albense sia legato particolarmente ai turisti proprietari di seconde case in città, i quali a suo dire prediligono la spiaggia libera a quella privata, proponendo quindi l’aumento della percentuale di spiagge tenute libere, ora di poco superiore al limite minimo del 20% imposto dalla legge.
Luca Tomassoni
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