Spiano e Rapino a rischio di spopolamento totale

Sono 40 le famiglie delle frazioni costrette finora a lasciare le abitazioni lesionate Sede del Comune, ci vorrà una settimana per trasferirla nell’ex Banca d’Italia
TERAMO. Spiano e Rapino rischiano la desertificazione. Altre sei ordinanze di sgombero firmate ieri dal sindaco Maurizio Brucchi hanno riguardato abitazioni che si trovano nelle due frazioni tra le più colpite dai terremoti di agosto e ottobre. Salgono così a quaranta le famiglie sgomberate da quella zona. Si tratta di una quota consistente rispetto ai residenti e che accentua lo spopolamento dei due piccoli centri fino a renderli quasi abbandonati.
Sono otto le famiglie che, invece, sono andate all’ufficio attività sociali per indicare la collocazione alternativa dopo la dichiarazione d’inagibilità delle loro case. Tutte hanno optato per l’autonoma sistemazione. Finora a questa soluzione hanno fatto ricorso 212 nuclei familiari, mentre sono 42 quelli che hanno scelto di trasferirsi in albergo. Ieri Brucchi ha anche firmato l’ordinanza che da oggi sposta gli studenti della Noè Lucidi al Parco della scienza, alla “Zippilli” e in via Del Baluardo. Una classe dell’elementare sarà accolta alla “Michelessi”. Sarà completato nelle prossime ore inoltre il trasloco del Ced, il centro di elaborazione dati del Comune, nei locali del Parco della scienza. E’ stato trovato un accorgimento tecnico che non comporterà la disattivazione temporanea del sistema informatico evitando così il blocco dell’attività dell’ente. Diventerà operativo dalla prossima settimana, invece, il trasferimento nell’ex Banca d’Italia degli uffici della sede centrale del Comune, anch’essa dichiarata inagibile. Nel pomeriggio di ieri, nella sede del Pd si è anche tenuto un incontro con i cittadini per illustrare le procedure di accertamento e risarcimento dei danni. L’iniziativa è stata gestita dal segretario provinciale nonché sindaco di Cortino Gabriele Minosse e dai consiglieri comunali teramani Flavio Bartolini e Maurizio Verna.
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