Spinosa: il tribunale è a rischio per la carenza di personale

17 Dicembre 2015

L’allarme del presidente: «Un terzo dei dipendenti andrà in pensione nei prossimi cinque anni» Firmato il protocollo con procura e Regione per l’arrivo di nuove forze nel palazzo di giustizia

TERAMO. Rigoroso e incisivo. Perchè se le parole fanno la differenza allora quelle del presidente del tribunale Giovanni Spinosa ben fanno capire l’attuale carenza di personale e il futuro del palazzo di giustizia: «A Teramo un terzo del personale andrà in pensione nei prossimi cinque anni. Sono tutti cancellieri, dirigenti degli uffici che hanno professionalità specifiche. Tra cinque anni le possibilità di sopravvivenza di questo tribunale saranno poche. È un problema che chi di dovere si deve porre».

L’occasione è la firma del protocollo tra tribunale, procura e Regione: l'Emiciclo mette a disposizione su base volontaria del personale amministrativo per sei mesi (rinnovabili per altri sei) in cambio di formazione. Un esperimento già avviato in altri tribunali. «Va bene», dice Spinosa, «perchè ci dà la speranza di andare avanti, ma le soluzioni tampone non bastano. Il tema dei concorsi nell'amministrazione della giustizia è un tema che la politica, quella con la p maiuscola, deve risolvere. Si tratta di rinnovare l'ossatura della struttura amministrativa giudiziaria. Non esistono le condizioni per andare avanti, fra cinque o sei anni andrà al collasso e questo non vale solo per questo tribunale». E Spinosa, quasi a voler sottolineare il rigore scientifico delle previsioni, affonda nel concreto: «Quest’anno noi abbiamo avuto 200 sentenze di fallimento, un numero che probabilmente all’utente dice poco ma bisogna sapere che dietro ogni sentenza di fallimento c'è una preparazione tecnica, ci sono lavoratori che devono essere pagati, ci sono imprese che devono riscuotere. Occorre la consapevolezza di capire che questi interventi ci permettono di andare avanti, di continuare a sperare che un giorno la politica si ricordi della carenza di personale che è un problema non di Teramo, ma di tutti i tribunali italiani».

Il presente del tribunale teramano è fatto di arretrati abbattuti e di primati (a cominciare dall’aumento della produttività per finire ai tempi medi di un processo), ma anche di carichi di lavoro tra i più alti del distretto giudiziario per magistrati e impiegati. Nell’anno giudiziario 2013-2014 i primi hanno incamerato il 29,1% in più dei colleghi del distretto, mentre i secondi il 35,6% in più rispetto alla media del distretto con un maggior carico distribuito in tutti i settori. Il tribunale teramano, rispetto alla media distrettuale, definisce una quantità di processi in misura percentuale superiore (più 37, 4%) a quella del maggior carico di iscrizioni (più 29,1%). E il tutto, ovviamente, produce una minor durata media dei processi (-13%).

E la carenza del personale è stata affrontata anche dal procuratore Antonio Guerriero che ha detto: «La giustizia è una risorsa del territorio e come tale deve essere sempre tenuta in considerazione. La situazione del personale è critica e per questo vanno individuate delle soluzioni, perchè è evidente che la carenza corre il rischio di ripercuotersi sui meccanismi che regolano la gestione dell’intero sistema giustizia». Il bando per il personale, che su base volontaria potrà decidere di fare sei mesi di lavoro in tribunale e procura, sarà pronto tra breve. Per il governatore Luciano D’Alfonso: «Siamo di fronte ad una istituzione, quella del palazzo di giustizia, che è centrale rispetto al benessere della comunità e che è un importante presidio di civiltà. Noi stiamo sperimentando un’iniziativa di cui si è parlato anche nel recente salone della pubblica amministrazione dove è stata ribadita l’importanza per un dipendente della pubblica amministrazione di conoscere anche altri settori. Ma in questa sede vorrei ricordare anche il discorso avviato con il ministro di giustizia e altri interlocutori affinchè ci si ponga il tema dell’approvigionamento delle risorse umane nel settore giustizia».

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