Spinto e investito davanti al night Torna libero il gestore del locale

Accolta la richiesta dei difensori: gli arresti domiciliari sostituiti con l’obbligo di dimora a Gragnano L’uomo accusato di omicidio preterintenzionale, la vittima era un imprenditore di Città Sant’Angelo
SILVI. Per il gip Flavio Conciatori, così si legge nel provvedimento, «nel tempo trascorso in restrizione l’indagato sembra aver iniziato a comprendere l’immediatezza della reazione dell’ordinamento rispetto ai gravi comportamenti criminosi, quali quelli provvisoriamente ascritti». Con queste motivazioni il giudice ha accolto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Pietro Mercurio, il 60enne gestore di night accusato di omicidio preterintenzionale. Il caso è quello della morte di Marco Monti, il 51enne imprenditore di Città Sant’Angelo che un anno fa venne travolto da un’auto sulla statale 16 a Silvi davanti al night club Zeus. Per il giudice, si legge ancora nel provvedimento, «si ritiene, sotto il profilo attinente all’adeguatezza e proporzionalità della misura cautelare in corso di esecuzione che il tempo complessivamente trascorso in regime di custodia cautelare giustifichi l’allentamento delle restrizioni».
Per Mercurio, accusato di omicidio preterintenzionale e in misura cautelare da marzo prima in carcere poi ai domiciliari con braccialetto elettronico, gli arresti domiciliari sono stati sostituiti con l’obbligo di dimora nel comune napoletano di Gragnano con la possibilità di spostarsi in due centri vicini per motivi di lavoro e con l’obbligo di presentazione ai carabinieri due volte a settimana. L’istanza di scarcerazione è stata presentata dai difensori dell’uomo, gli avvocati Gabriele e Alfredo Scaccia. Secondo l’accusa della Procura (pm titolare del fascicolo Laura Colica) l’investimento avvenne perché l’uomo, al termine di una lite dopo una serata nel locale il 19 aprile del 2022, venne spintonato in strada da Mercurio. Una lite nata a causa di una donna contesa, una ballerina del locale. Nell’inchiesta, oltre a Mercurio e al conducente della macchina che resta indagato per omicidio stradale, sono finite sono accusa altre cinque persone per reati che vanno dall’intralcio alla giustizia al favoreggiamento personale. Si tratta di due donne che all’epoca dei fatti lavoravano nel night club e di tre collaboratori del gestore arrestato. Secondo l’accusa alcuni di loro avrebbero assistito ai fatti ma successivamente avrebbero dato delle versioni diverse mentre altri avrebbero aiutato l’arrestato a disfarsi delle immagini del sistema di videosorveglianza. Per gli investigatori, le indagini sono state delegate ai carabinieri, tutti avrebbero innalzato un vero e proprio clima di omertà rendendo ancora più difficoltose le indagini. Nel corso dell’indagine molte testimonianze sono state acquisite con degli incidenti probatori.
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