Spinto e investito, test sui cellulari

Silvi, consulenza della Procura sui telefonini del gestore arrestato e dei 5 indagati
SILVI. Scattano i primi accertamenti tecnici irripetibili (disposti nel contraddittorio delle parti) sul materiale che è stato sequestrato all’uomo arrestato e ai cinque indagati, a cominciare dai telefonini fino ai computer.
È questo un altro passaggio dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Pietro Mercurio, il 60enne gestore di night originario di Gragnano ma residente tra Silvi e Città Sant’Angelo, con la pesante accusa di aver spintonato in strada l’imprenditore 51enne di Città Sant’Angelo Marco Monti poi investito da una macchina.
L’uomo è accusato di omicidio preterintenzionale, mentre i cinque di intralcio alla giustizia e favoreggiamento personale. Le consulenze tecniche sono state affidate dal pm titolare del fascicolo Laura Colica.
Mercurio, intanto, tra un mese lascerà il carcere teramano di Castrogno per gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Così ha deciso il tribunale del Riesame dell’Aquila (collegio presieduto da Alessandra Ilari) nell’accogliere il ricorso presentato dalla difesa dell’uomo rappresentata dagli avvocati Alberto Dell’Orletta e Marco Pierdonati.
Un tempo indicato, quello del passaggio di trenta giorni prima della concessione dei domiciliari, che molto probabilmente dipende dal termine stabilito nella custodia cautelare per l’inquinamento probatorio.
L’ordinanza di custodia cautelare (firmata dal gip Lorenzo Prudenzano) per cui a metà marzo il 60enne Mercurio è stato arrestato si basa, infatti, sia sul pericolo di reiterazione del reato sia su quello di un inquinamento probatorio. (d.p.)
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