Spogliatoio dello stadio usato come rifugio notturno

4 Settembre 2024

L’amministrazione fa rimuovere i giacigli nel container attiguo al Comunale. Ordinanza per la pulizia della Casa dello Sport

TERAMO . Sgombero e bonifica per il container utilizzato come spogliatoio a servizio del vecchio stadio. A disporli è stato il Comune in seguito alle segnalazioni da parte di alcuni cittadini circa la presenza notturna di stranieri nella struttura attigua alla Casa dello Sport. La verifica avviata ieri mattina dagli assessore alle manutenzioni Domenico Sbraccia e all’ambiente Graziella Cordone, nonché dal vigile ecologico Vincenzo Calvarese, insieme ai tecnici del Comune e agli operatori della Team, ha fatto scattare la rimozione dei giacigli trovati nei locali di solito utilizzati dai giocatori delle squadre di rugby cui è assegnato lo storico impianto. L’amministrazione ha inteso così ripristinare le condizioni igienico-sanitarie nel container trasformato in dormitorio due migranti. «Si è trattato di un’operazione volta a ristabilire sicurezza e decoro», Sbraccia, «abbiamo effettuato controlli anche nella Casa dello Sport, dove non abbiamo trovato persone. Stiamo intervento in tutte le situazioni che meritano attenzione, con l'obiettivo di riqualificare le aree critiche, ma è necessario che tutti gli enti facciano la propria parte».
Sull’operazione, che sarà portata a termine in mattinata con la sanificazione dello spogliatoio interviene anche il sindaco Gianguido D’Alberto. «Molte di queste situazioni sono legate alla difficile gestione, da parte degli enti sovraordinati, dell'immigrazione», osserva, «le cui criticità si scaricano sui Comuni. Da un lato abbiamo l’esigenza di assicurare a queste persone un ricovero, dall'altro di garantire la sicurezza e il decoro della città». Il sindaco invoca l’attivazione di una «rete interistituzionale» e annuncia un provvedimento per la situazione, che definisce inaccettabile, della Casa dello Sport di proprietà della Regione. «Abbiamo predisposto un’ordinanza con la quale indichiamo agli uffici regionali di attivarsi, nelle more dell’avvio del percorso di ricostruzione, di loro competenza, per la messa in sicurezza e per il ripristino del decoro di un bene che appartiene alla storia della città e che è stato lasciato in uno stato di degrado». (g.d.m.)