Spunta emendamento nella notte: tagliata la riserva del Borsacchio

30 Dicembre 2023

L’area protetta passa dai 1.100 ettari votati dal centrosinistra nel 2005 a 25, resta una striscia di costa Di Matteo e Febbo di Forza Italia: «Ripristinata la verità storica, ascoltate le istanze degli agricoltori»

ROSETO. In una notte, nel 2005, la riserva naturale del Borsacchio a Roseto fu portata da 110 ettari a 1.100; in un’altra notte, quella in cui si è concluso il consiglio regionale di giovedì sera, l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità ha ridotto la zona protetta, dopo 18 anni, a 25 ettari circa con 1,8 chilometri di fronte mare, eliminando il tratto collinare e facendo restare solo la spiaggia fino alla ferrovia. A proporre l’emendamento, alle due e mezza della notte di ieri, sono stati i consiglieri regionali di Forza Italia Emiliano Di Matteo e Mauro Febbo, poi l’hanno firmato anche le consigliere della Lega Simona Cardinali e Federica Rompicapo e il sottosegretario alla presidenza regionale di Fratelli d’Italia, Umberto D’Annuntiis.
DI MATTEO E FEBBO
«C’è stato un voto compatto della maggioranza, mentre l’opposizione si è astenuta e non c’è stato alcun intervento contrario», riferisce Di Matteo, che sulle ragioni dell’emendamento spiega: «Abbiamo semplicemente ripristinato una verità storica dei fatti. Diciotto anni fa, per ragioni politiche, furono aumentati in una notte gli ettari della riserva in questione senza una reale motivazione ambientale, ma con il solo scopo di portare finanziamenti a pioggia. Abbiamo solo riportato la situazione alla proposta originaria, ed è giusto che l’area sul mare sia preservata. Per tutti questi anni, peraltro, la riserva è rimasta bloccata e le risorse previste non sono state neanche spese. Ora invece può finalmente partire, e vorrei anche precisare che la zona collinare è vincolata dal piano paesaggistico, per cui non ci sarà nessuna cementificazione. Ci assumiamo la piena responsabilità politica dell’atto». Il consigliere Febbo, promotore dell’emendamento insieme a Di Matteo, precisa che sono state accolte le istanze degli agricoltori. «Noi abbiamo ascoltato il grido di dolore dei poveri agricoltori», aggiunge Febbo, «che in tutti questi anni non hanno potuto fare nulla a causa del blocco di una riserva assurda, che comprendeva anche la statale 16 con tre distributori di benzina e aree antropizzate. Tutte le riserve regionali abruzzesi, nate dopo quella del Borsacchio, sono partite. Mancava solo questa».
MARIANI E PEPE
Dall’opposizione interviene il consigliere regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani, precisando che l’emendamento è stato presentato solo al momento della votazione e che lui, in quel momento fuori dall’aula, non ha votato. «Quello che è avvenuto stanotte è una vergogna e rispetta il caos che si è vissuto nell’aula del consiglio regionale dal tardo pomeriggio di giovedì fino a notte inoltrata», evidenzia Mariani, «l’emendamento inerente la riperimetrazione della riserva del Borsacchio è stato presentato alle due e mezza di notte, ed è arrivato all’attenzione dei consiglieri regionali solo al momento di votare. Non si è avuto nemmeno il tempo materiale di avere contezza del contenuto all’atto del voto, dove tra l’altro io ero momentaneamente fuori dall’aula perché salito in ufficio a ritirare una copia cartacea degli emendamenti. Tutti i consiglieri potranno confermare che il file è stato caricato sulla piattaforma di condivisione degli emendamenti solo nel momento in cui si è riaperta la seduta e si doveva votare, impedendo di fatto di poter presentare sub-emendamenti o altro. Già dai prossimi giorni sarò al fianco dei cittadini e della politica rosetana per trovare la soluzione più idonea per far tornare il centrodestra sui suoi passi». Il consigliere del Pd Dino Pepe precisa che l’emendamento era inserito nella legge di stabilità, e che su quest’ultima i consiglieri di opposizione hanno votato contro.
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