Spunta la grana dell’utilizzo del PalaBinchi
Per un problema avviato a soluzione, sulla gestione degli impianti sportivi, ne spunta un altro con cui l’amministrazione comunale dovrà fare i conti nelle prossime settimane. Si tratta dell’utilizzo...
Per un problema avviato a soluzione, sulla gestione degli impianti sportivi, ne spunta un altro con cui l’amministrazione comunale dovrà fare i conti nelle prossime settimane. Si tratta dell’utilizzo del palazzetto dello sport dell’Acquaviva. L’impianto, che si trova nella stessa zona delle piscine, a giugno è stato affidato in gestione alla società di basket “Teramo a Spicchi”. Quest’ultima si è aggiudicata la gara avviata nel periodo in cui l’amministrazione era guidata dal commissario Luigi Pizzi e ha acquisito il controllo del PalaBinchi per dieci anni, con un accordo rinnovabile per altri dieci, a fronte del pagamento di un canone annuo di 2.500 euro. La società potrà usufruire dell’impianto per l’80% del tempo disponibile, con una riserva di appena il 20% per il Comune da assegnare ad altri gruppi sportivi. «Nelle convenzioni precedenti il rapporto era di 60 a 40», precisa l’assessore allo sport Antonio Filipponi, «per cui avevamo un margine più ampio per le società non assegnatarie ma che utilizzano quella struttura». Il taglio, disposto dai criteri introdotti dal commissario, rischia dunque di penalizzare alcune discipline che storicamente usufruiscono del PalaBinchi. A cominciare dall’handaball che non troverebbe più spazio in quell’impianto. «Affronteremo anche questo problema», sottolinea Filipponi, «e troveremo una soluzione condivisa». (g.d.m.)

