Stabilimento incompiuto Battaglia per il risarcimento

Martinsicuro, Tar nega il rimborso dei danni per dieci anni di blocco dei lavori Ma l’imprenditore non ci sta e annuncia un ricorso al Consiglio di Stato
MARTINSICURO . Nessun risarcimento danni per le lungaggini burocratiche legate alla costruzione di uno chalet sulla spiaggia di Martinsicuro. Questo quanto deciso dal Tar che ha respinto la richiesta dell’imprenditore di Martinsicuro, Vincenzo D’Angelo. Nella prima parte di battaglia giudiziaria, durata oltre dieci anni e conclusa ad inizio 2019, il tribunale ha dato ragione all’imprenditore, che aveva chiesto un congruo risarcimento di danni, di alcune centinaia di migliaia di euro.
Ma ora c’è la sentenza del Tar che l’imprenditore non accetta e già preannuncia ricorso al Consiglio di Stato, ritenendo che il tribunale amministrativo non sia entrato nel merito della lunga vicenda. In primo grado il concessionario aveva vinto la causa e all’inizio dello scorso anno il Comune ha rilasciato la concessione per costruire, finalmente, lo stabilimento. Le opere realizzate dieci anni prima, una struttura con grandi travi in legno, per anni sono rimaste in balia delle intemperie in quanto il cantiere era stato bloccato del Comune per presunte irregolarità. Si sono deteriorate e sono state smantellate alla riapertura del cantiere. I lavori sono ricominciati a inizio 2019 ed è stata realizzata la nuova struttura, che ha aperto nell’estate del 2019 con il nome di "Elios". «La giurisprudenza ha da tempo chiarito», si legge nel dispositivo, «che il mero annullamento dell’atto, di per sé, non consente di riconoscere un risarcimento. L’atto illegittimo costituisce presupposto necessario ma non sufficiente relativo alla pretesa risarcitoria». I giudici del Tar nella sentenza fanno notare che per danno ingiusto risarcibile si intende «solo la perdita economica ingiusta, ovvero verificatasi con modalità contrarie al diritto; ne consegue, quindi, la necessità, per chiunque pretenda un risarcimento», di dimostrare «di essere titolare, in base a una norma giuridica, del bene della vita che ha perduto in termini di certezza».
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