Stalking, impennata di denunce dopo l’omicidio di Ester

7 Luglio 2017

Effetto prodotto dal caso dell’oncologa uccisa dal suo persecutore davanti all’ospedale di Sant’Omero De Simone: «Alcune segnalazioni si rivelano infondate, ma la nostra attenzione è sempre molto alta»

TERAMO. Sarà un rinnovato coraggio o la paura di conseguenze peggiori o solo un’ondata emotiva che segue gli ultimi, terribili episodi. Non è facile accertarne le motivazioni reali, ma sta di fatto che nell’ultimo periodo le segnalazioni arrivate in questura su casi di stalking si sono moltiplicate. Non tutte hanno un fondamento concreto, a volte si tratta di denunce pretestuose che mirano a gettare discredito sul partner con cui si vive una fase critica o su una persona di cui ci si vuole vendicare per dissapori di vario genere: eppure il fenomeno esiste e sta assumendo proporzioni vistose.
A confermarlo è il questore Enrico De Simone che, a margine della presentazione del servizio di controllo sulla costa per il periodo estivo, fa un preciso riferimento all’impennata delle segnalazioni di donne vittime di molestie e persecuzioni. «Ne arrivano tante in questo periodo», sottolinea, «e probabilmente sono l’effetto prodotto dalle vicende capitate di recente nella nostra zona». L’infondatezza di alcune segnalazioni è evidente fin dall’inizio, ma la questura è comunque impegnata nella verifica dei fatti. De Simone mutua le parole del capo della polizia Franco Gabrielli durante la sua audizione davanti alla commissione parlamentare sul femminicidio. «Non sottovalutiamo nulla», osserva, «valutiamo tutti gli elementi delle singole segnalazioni, ma non ci facciamo neppure strumentalizzare per contrasti personali».
Come Gabrielli il questore evidenzia che «non si possono arrestare tutti gli stalker, altrimenti servirebbero carceri ad hoc» ma invita a non sottovalutare l’efficacia dell’ammonimento comminato all’eventuale molestatore. «Benché sia ancora nel campo amministrativo incide comunque sulla libertà personale», tiene a precisare, «e come conseguenza successiva può sfociare nell’arresto». L’accelerazione subita negli ultimi giorni dalle denunce per gravi molestie nei confronti di donne segue episodi che, sebbene senza logici motivi, apparivano inimmaginabili per un territorio come la provincia di Teramo. A cominciare dall’omicidio dell’oncologa Ester Pasqualoni, trucidata il 21 giugno davanti all’ospedale di Sant’Omero dall’uomo che la perseguitava da anni e nei confronti del quale aveva presentato ripetute denunce.
A questo caso, il più tragico ed eclatante, se ne aggiungono altri riferiti all’ultimo periodo. È del 1° luglio l’arresto di un 56 enne di Martinsicuro, operato da carabinieri in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip del tribunale di Teramo Giovanni De Rensis. Le accuse nei confronti dell’arrestato sono di aver perseguitato l’ex moglie per mesi dopo la separazione, opprimendola con sms e telefonate, seguendola, bloccandola per strada e minacciandola. Con contestazioni simili è finito in carcere il 2 luglio un albanese di 30 anni residente a Corropoli, anche lui incapace di rassegarsi alla fine del rapporto con la convivente e ritenuto autore di molestie e violenze nei suoi confronti nonostante già fosse destinatario di un divieto di avvicinamento alla ex. Questo stesso provvedimento è stato emesso, sempre il 2 luglio, a carico di un 54enne di Martinsicuro che, come negli altri casi recenti, perseguitava la donna con la quale aveva avuto una relazione ormai conclusa. Storie che si ripetono e ora vengono alla luce con forza.
Sul presidio temporaneo di polizia per la stagione estiva il questore specifica che sarà in funzione ad Alba Adriatica per i mesi di luglio e agosto, con un possibile prolungamento a una parte di settembre. «Abbiamo scelto questa località non a caso», osserva, «ma perché in quella zona abbiamo riscontrato un aumento dei fenomeni criminosi». Il presidio sarà ospitato dal Comune nella sede dei vigili urbani, avrà la presenza fissa di un sovrintendente e di pattuglie destinate dalla questura di Teramo e dal Reparto prevenzione crimine che arriveranno da Pescara.
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