Stalle abusive nell’ex Saig, multe ai rom

3 Febbraio 2021

I forestali trovano una roulotte con due persone adibite alla cura dei cavalli: l’area è sempre più una terra di nessuno

GIULIANOVA. Una stalla per cavalli completamente abusiva individuata all’interno del sito industriale ex Saig. La situazione di fatto, peraltro non nuova, è emersa a seguito di un controllo di polizia giudiziaria condotto ieri mattina dai carabinieri forestali della stazione di Alba Adriatica. Nel corso della verifica è stata trovata una roulotte parcheggiata all’interno dell’ex Saig occupata da due extracomunitari addetti alla guardiania della stalla e alla cura degli animali, che sarebbero di proprietà di famiglie rom giuliesi. Per il momento, almeno sulla scorta degli elementi raccolti dai carabinieri forestali, sarebbero stati accertati solo illeciti amministrativi con sanzioni a carico dei proprietari dei cavalli e dei custodi. Ma l’indagine potrebbe segnare ulteriori sviluppi, anche di natura penale, visto che i militari sono rimasti sul posto a lungo.
La zona dell’ex industria dell’alcol è stata più volte negli ultimi anni oggetto di verifiche ambientali condotte a volte dalla polizia municipale e altre dai carabinieri. La “visita” effettuata ieri dai carabinieri forestali sarebbe partita da segnalazioni anonime recapitate in Procura a Teramo. E non sarebbe la prima volta tant’è che qualche anno addietro la giunta Mastromauro, anche per arginare il fenomeno dello scarico selvaggio di rifiuti in quell’area, affidò il controllo a una formazione di guardie ambientali, ma con scarsi risultati. Solo qualche sanzione a chi, nonostante i divieti, ha continuato nel tempo a rovesciare di tutto anche ai bordi della strada che porta all’ex Saig. Lungo quella via negli anni sono stati trovati spesso materiali di risulta provenienti da lavori edili. Un fenomeno che non si è mai fermato e al quale, spesso, ha fatto seguito anche la specifica azione di illecito ambientale costituito dall’incendio dei rifiuti.
L’episodio di ieri fa tornare alla ribalta la situazione di quell’ampia porzione di territorio trasformatasi in “terra di nessuno” dopo la chiusura delle attività dell’ex Saig. Circa trent’anni durante i quali i capannoni dell’industria dichiarata fallita sono stati non solo vandalizzati, ma anche utilizzati per finalità illecite.
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