Stallo a Prati di Tivo D’Angelo: «Lavoro per una soluzione»

25 Febbraio 2023

Il neo presidente incontra il liquidatore della Gran Sasso «Sarà fondamentale la collaborazione di tutti i soci»

TERAMO. Il futuro del comprensorio del Gran Sasso, ma soprattutto la rapida soluzione all’annoso problema degli impianti di risalita e, quindi, la riapertura della stazione sciistica di Prati di Tivo, sono stati i temi dell’incontro tra il neoeletto presidente della Provincia Camillo D’Angelo e il liquidatore della Gran Sasso Teramano (Gst) Gabriele Di Natale: incontro al quale hanno preso parte il consigliere delegato Mauro Scarpantonio e alcuni tecnici dell’ente.
Si è parlato soprattutto della situazione di stallo che ha visto anche in questa stagione invernale, che pure è stata nevosa, la stazione di Prati di Tivo ferma. La cabinovia non è stata riconsegnata alla Gran Sasso Teramano dal gestore scaduto Marco Finori e intanto ci sono diverse querelle giudiziarie in atto, che non permettono alla Gst la vendita delle attrezzature e la conclusione della liquidazione con il ristoro dei creditori. D’Angelo guida la Provincia, socia di maggioranza della Gst e proprietaria della cabinovia, e deve fare la sua parte. Si è detto pronto ad affrontare la situazione, secondo lui «compromessa dalle scelte operative che non hanno dato i risultati sperati e reso ancor più difficile la soluzione», come recita la nota dell’ente. Che aggiunge: «Ci attiveremo immediatamente per mettere in moto tutte le attività che possano portare alla risoluzione delle controversie in un percorso che possa approdare alla riapertura della stazione, ma sarà fondamentale la fattiva collaborazione di tutti i soci della Gst».
Di Natale, che ha consegnato al presidente una relazione sulle attività svolte dall’inizio del suo mandato, ha spiegato: «L’attività che abbiamo portato avanti ha seguito i criteri della liquidazione di una società imposti dalla legge. Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare e attualmente il prosieguo della stessa dipende dagli esiti dei procedimenti dinanzi alla magistratura, che finora ha dato e riconosciuto alla Gst tutte le ragioni». Denunce ed esposti presentati da Finori hanno rallentato la vendita del lotto. Ora si è in attesa delle udienze del prossimo marzo sulla richiesta di sequestro dei beni della Gst e sul decreto ingiuntivo presentato da Finori avverso la società sul risarcimento dei danni per somme arretrate legate al rapporto di gestione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA