Stangata sugli ultrà del Teramo: il questore firma venti Daspo

29 Ottobre 2022

In 16 (quattro sono rosetani) allontanati dagli stadi per la rissa avvenuta domenica scorsa a Roseto e in quattro per le aggressioni a Iachini. Pennella: «Potrei far giocare i biancorossi a porte chiuse»

TERAMO. Pugno duro contro il tifo violento: il questore di Teramo Lucio Pennella ha emesso 20 Daspo, 16 nei confronti di teramani e rosetani in seguito agli scontri post partita di domenica scorsa e quattro a ultrà teramani in conseguenza delle due aggressioni subite nei mesi scorsi dall'ex presidente biancorosso Franco Iachini. Un pugno duro che si traduce nell'elevato numero di misure notificate nelle ultime ore, nella durata che avranno e nelle parole utilizzate ieri dal questore che ha definito le frange violente delle tifoserie come «un cancro da estirpare».
I DASPO. I 20 Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive di qualsiasi genere) riguardano 16 teramani e quattro rosetani. La durata delle misure emanate è decisamente rilevante: per 14 tifosi il divieto durerà otto anni, per gli altri cinque. Tre Daspo sono stati notificati ai tifosi biancorossi che il giorno dopo i tafferugli sono stati ristretti ai domiciliari e che giovedì sono tornati in libertà con obbligo di firma. Quattro riguardano invece le aggressioni subite da Iachini, il 4 agosto e il 15 settembre. Due episodi (senza conseguenze fisiche per la vittima) svincolati dal contesto sportivo, consumatisi durante la sagra di Ioanella e in un locale del centro di Teramo mentre l'ex presidente si trovava con amici e familiari. Dei quattro aggressori, uno è coinvolto anche negli scontri del post gara a Roseto.
GLI SCONTRI. Domenica pomeriggio al termine di Rosetana - Città di Teramo, partita valevole per il campionato di Promozione, le due tifoserie sono entrate in contatto mentre defluivano dallo stadio. Alcuni sostenitori della Rosetana avrebbero esposto bandiere e striscioni al passaggio degli avversari che hanno reagito massicciamente: per la questura, un nutrito gruppo di teramani avrebbe dato il via ai disordini cercando e ottenendo lo scontro a colpi di cinture e bastoni. Frenati da polizia, Digos e carabinieri, i tafferugli sarebbero ripresi poco dopo nei pressi di un sottopassaggio. Qui, nel sedare la rissa, un agente è rimasto ferito.
LE INDAGINI. Partite subito le indagini, la questura in un primo momento ha identificato e arrestato tre teramani. Poi, con l'ausilio di telecamere e fotografie, sono stati identificati gli altri partecipanti. Ieri la notifica dei Daspo per ipotesi di reato che vanno – a vario titolo - dalla rissa alla minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, dalla tentata rapina (alcuni avrebbero provato a strappare una telecamera dalle mani di un agente della Scientifica) al possesso di oggetti atti ad offendere.
IL QUESTORE. Ieri in conferenza stampa Pennella ha usato parole durissime contro chi compie atti di violenza come quelli accaduti a Roseto e ai danni dell'ex presidente Iachini. Ha parlato di «delinquenti che fanno male al mondo del tifo, anche al mondo del tifo ultras: questi provvedimenti hanno colpito alcuni leader della curva e vorrei precisare che questa operazione è sì di polizia, ma è curativa. Nel senso che la stragrande maggioranza della tifoseria del Teramo è pulita, è sana. I violenti sono invece un cancro che fa male anche al movimento ultras, e non sono niente di più che teppisti perché violano i valori dello sport». Ad essere colpiti dai Daspo sono stati soprattutto i gruppi organizzati di “Teramo Zezza” e “Sedici gradoni”: l'ha precisato il questore nel riferire che la reazione dei teramani alle provocazioni rosetane ha avuto una modalità «quasi militare». Infine Pennella si è detto pronto a chiedere al ministero dell’Interno di far giocare il Teramo a porte chiuse se «episodi così gravi dovessero tornare a ripetersi».
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