«Stanno spianando la strada all’arrivo della sanità privata»

29 Gennaio 2017

Lo hanno detto Arboretti e Ginoble all’affollata assemblea del “Cittadino governante” in difesa dell’ospedale giuliese

GIULIANOVA. In provincia di Teramo si sta spianando la strada alla sanità privata nelle pieghe della legge Lorenzin relativa al riordino ospedaliero nazionale e regionale. Lo ha paventato Franco Arboretti e lo ha ribadito il deputato Tommaso Ginoble, intervenuti all’assemblea pubblica promossa dal Cittadino Governante. Ieri al Kursaal c’è stata una vera e propria adunata di cittadini che hanno risposto in massa alla “chiamata” per difendere le sorti dell’ospedale giuliese, che ora viene individuato più propriamente come ospedale della costa teramana. Ha aperto gli interventi Andrea Palandrani che, dopo avere invitato i presenti ad osservare un minuto di raccoglimento per le vittime del maltempo in Abruzzo, ha lanciato un appello per formare una “social-catena” in grado di fornire una risposta di coesione in linea con quanto sancito dagli articoli 2 e 32 della Costituzione sul diritto alla salute. «Oggi», ha detto Palandrani, «stanno togliendo una alla volta le tessere che compongono il nostro ospedale per portarlo alla chiusura». Secondo Arboretti l’ospedale giuliese «rischia la chiusura o, ben che vada, di essere trasformato in ospedale di base con quattro reparti ed un pronto soccorso». Nel corso degli ultimi venti anni l’ospedale giuliese sarebbe stato depauperato di personale, reparti e del parco tecnologico. «In provincia di Teramo», ha aggiunto Arboretti, «secondo quando disposto dalla legge Lorenzin rimarrebbero vacanti 200 posti letto che potrebbero essere assorbiti dalla sanità privata. In base al numero di abitanti la provincia di Teramo potrebbe ambire a due ospedali di primo livello, uno nel capoluogo e l’altro a Giulianova. Avremmo ragioni plurime per allestire sul territorio giuliese una struttura così concepita: sarebbe baricentrico rispetto alla costa che d’estate assorbe oltre il 60% del flusso turistico regionale. Ma andrebbe considerata la presenza di un porto, di un importante scalo ferroviario e di uno strategico snodo autostradale. Senza dimenticare il minor rischio sismico rispetto ad altre realtà». Arboretti ha denunciato una mobilità passiva ormai non più sopportabile, con 60 milioni che ogni anno prendono il largo, ed ha proposto la ristrutturazione dell’ospedale esistente che si realizzerebbe in tempi rapidi e con contenimento degli investimenti. «Per portare avanti la proposta che tutti assieme stiamo mettendo in piedi», ha concluso i leader di Cittadino governante, «occorre la mobilitazione popolare»”. Il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro si è appellato all’unità delle forze politiche ed al giusto collante per essere convincenti. L’onorevole Ginoble è stato drastico: «La sanità teramana è diventata la cenerentola d’Abruzzo e nel dibattito manca proprio l’attore principale che è la Regione, purtroppo latitante. Oggi la mobilità passiva ci danneggia enormemente e questo potrebbe spianare la strada alla sanità privata nella nostra provincia. Occorre un progetto comune e condiviso da tutti i soggetti della costa teramana per essere vincenti».

Alfonso Aloisi

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