Stefano ora ha la nuova carrozzina

Silvi, battaglia vinta dal giovane disabile. La Asl la fornisce dopo cinque mesi
SILVI. Il giovane Stefano di Silvi ha la sua nuova carrozzina. E’ una storia a lieto fine quella del disabile affetto da tetraparesi spastica che mesi fa si è visto negare dalla Asl l’esenzione per alcuni ausili indispensabili per la sua malattia.
I suoi genitori si sono ritrovati a lottare contro una burocrazia sorda che gli negava attrezzature idonee per spostarsi e per ridurre il suo disagio. Proprio giorni fa la Asl di Teramo gli ha recapitato quel che chiedeva e che gli permetterà di muoversi in autonomia. Ringraziamenti arrivano da parte del padre di Stefano, Giovanni Santoro: «Ringrazio il presidente dell’associazione “Carrozzine Determinate” Claudio Ferrante. Senza questa importante associazione non avrei ottenuto giustizia. E anche tutte quelle famiglie dei disabili che si trovano a subire ingiustizie. Sono contento, ma arrabbiato allo stesso tempo. Attendere molti mesi per avere una carrozzina che spetta per legge fa davvero male. Grazie a questo nuovo “veicolo” Stefano è posizionato ergonomicamente meglio. Ciò è importante per la respirazione e per la grave distonia di cui soffre che lo obbliga ad una pompa collegata alla spina dorsale».
Ferrante dal canto suo aggiunge: «È l’ennesima battaglia vinta ma lascia tanto amaro in bocca. Una famiglia è stata costretta a dover lottare per più di cinque mesi per quello che la legge prevede in un periodo massimo di 20 giorni. La nostra associazione si chiede quante persone rinunciano ai propri diritti proprio a causa della burocrazia o di decisioni dei medici che troppo spesso dimenticano che di fronte hanno esseri umani che soffrono. La ragione ci è stata data anche dal direttore amministrativo della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia e dal direttore generale della Asl Roberto Fagnano che nell’apprendere il caso hanno subito autorizzato i necessari ausili di tutela per Stefano. E ci è stata data anche dal presidente della Repubblica che con nota ufficiale, lo scorso 8 marzo invitava proprio la Asl e la Regione Abruzzo a risolvere il “vergognoso” caso!».(d.f.)
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