Stefano, una tragedia senza responsabili
Dopo quindici anni di inchieste, perizie, istanze, due richieste di archiviazione e altrettante riaperture di indagini, una corsa ad ostacoli contro la prescrizione, il tribunale di Lucca a luglio ha...
Dopo quindici anni di inchieste, perizie, istanze, due richieste di archiviazione e altrettante riaperture di indagini, una corsa ad ostacoli contro la prescrizione, il tribunale di Lucca a luglio ha stabilito che non ci sono responsabili per la morte di Stefano Bandini, il 38enne pilota teramano che nel 2005 era sul Canadair della Protezione civile precipitato dopo aver urtato i fili dell'alta tensione mentre spegneva un vasto incendio a Forte dei Marmi. Il giudice monocratico del tribunale toscano Felicia Barbieri ha assolto con la formula del fatto non sussiste i quattro imputati, tutti tecnici di varie sale operative, accusati di omissioni a vario titolo che determinarono il disastro aviatorio. Per i quattro, tutti residenti tra Lucca e Viareggio, la stessa Pubblica accusa aveva chiesto l’assoluzione . Bandini, giovane papà teramano con la passione del volo, insignito della medaglia d'oro al valor civile alla memoria, quel 18 marzo del 2005 quando si rese conto di quello che stava succedendo evitò una strage: l'aereo su cui si trovava con l'altro pilota Claudio Rossetti (40enne di Siena) non precipitò su case e ospedale ma nel piazzale di un cantiere edile.

