Stipendi all’Atr, un altro rinvio

20 Maggio 2020

Fim, Fiom e Uilm annunciano la ripresa del presidio di protesta

COLONNELLA. Salta ancora il pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti dell’Atr di Colonnella e torna a farsi sentire la protesta dei sindacati. Il proprietario dell’azienda Antonio Di Murro aveva annunciato per oggi il pagamento di due mensilità arretrate, ma ieri ha fatto sapere che questa scadenza non potrà essere rispettata. La cosa ha mandato su tutte le furie dipendenti e organizzazioni sindacali, anche per le motivazioni addotte dall’imprenditore. «Di Murro comunicava la volontà, per la prima volta in un anno», si legge in una nota dei rappresentanti sindcali di Fiom, Fim e Uilm, «di mantenere gli impegni assunti anche alla presenza delle istituzioni e quindi di pagare il 20 maggio due stipendi arretrati. Oggi, però, a ventiquattro ore dalla scadenza, l’ennesimo colpo di scena e l’invenzione di una nuova, ennesima, scusa per rimangiarsi la parola: la mancata pubblicazione del Decreto rilancio». Motivazione ritenuta inaccettabile dai sindacati, i quali accusano l’imprenditore di «spregiudicatezza» per avare tirato fuori «un decreto legato all’emergenza Covid 19 per giustificare mancanze che sono iniziate quando il Coronavirus non esisteva. Delle farneticanti scuse che ogni volta impedirebbero a Di Murro di portare avanti mirabolanti “piani di rilancio” e soprattutto di pagare quanto dovuto (gli stipendi arretrati continuano ad essere cinque), non se ne può più. Il senso di responsabilità dimostrato in questi mesi da Fim, Fiom e Uilm ed ancor più dai lavoratori stremati e disperati è ormai venuto meno: chi deve intervenire per mettere fine a questa farsa, intervenga subito. Non si possono lasciare sole 150 persone a combattere contro chi dimostra, ogni giorno che passa, di non preoccuparsi delle loro vite, degli impegni presi e del rispetto della legge». I sindacati annunciano che riprenderà il presidio di protesta davanti all’azienda.