Stipendi in ritardo, sciopero revocato all’Atr

10 Gennaio 2020

Colonnella, soddisfatto il presidente Di Murro. I sindacati: «Paghi subito e dia certezze per il futuro»

COLONNELLA. Oggi si sarebbe dovuto tenere uno sciopero all’Atr, che però è stato revocato dall’assemblea dei lavoratori. A darne notiza è il presidente dell’Atr Antonio Di Murro, soddisfatto che i lavoratori abbiano deciso di «dare fiducia all'azienda in un'ottica di collaborazione, maturità e reciproca disponibilità. Come proprietà confermo ancora una volta il mio impegno più totale per il rilancio dell'Atr Group, a maggior ragione alla luce della fiducia ricevuta oggi dalle maestranze». Di Murro ritiene ragionevoli le modalità concordate per il pagamento di luglio, relative alla precedente gestione «ma non di meno spettante a tutti i dipendenti. Il lavoro in Atr continua pur tra le mille difficoltà che tutti conosciamo, ma con rinnovata stima e volontà di crescere ogni giorno nell'interesse di tutti».
Sciopero indetto perchè l’arretrato di luglio non è stato pagato alla scadenza prevista e la tredicesima è stata pagata non a tutti. Ora l’impegno è a pagare lunedì la tredicesima e una prima rata del luglio il 20 gennaio. Fiom Cgil, Fin Cisl e UIlm Uil chiedono «che l’azienda dia immediatamente seguito all’impegno dichiarato nell’incontro tenutosi nella giornata odierna, pagando subito quanto dovuto a tutti i lavoratori. Tale inaccettabile accadimento, inoltre, deve assolutamente rimanere un fatto isolato e irrepetibile a prescindere da quelle che siano state le cause che, in nessun modo, possono giustificare un fatto di questa natura e gravità». I sindacati ribadiscono che resta lo stato di agitazione «fin quando non saranno pagate tutte le spettanze e non ci sarà maggiore chiarezza rispetto al futuro aziendale. Sono ancora troppe, infatti, le partite che devono essere chiuse dalla nuova proprietà, insediatasi ormai da qualche mese, rispetto alle quali non si riesce ad avere certezze. Una di queste è senz’altro il pagamento dei debiti, circa 2,3 milioni di euro, nei confronti della curatela fallimentare che l’Atr da tempo si impegna a saldare ma poi posticipa».