Stop ai cani, è rivolta sui social

Alba, pioggia di critiche contro l’ordinanza che vieta l’accesso a piazze e parchi
ALBA ADRIATICA. Scoppia la rivolta contro l’ ordinanza del sindaco di Alba Adriatica che vieta l’ingresso dei cani in piazza IV Novembre, oltre che nei parchi pubblici, per tutelare decoro e sicurezza. «Vergogna», «Andrò in piazza col cane lo stesso per essere multato», «Un motivo per non venire in vacanza ad Alba», «Il decoro si ottiene con la presenza e l’intransigenza, non con i divieti che aggirano l’ostacolo»: questo il tenore di alcuni dei commenti sui social network di cittadini e turisti, soprattutto amanti degli animali, contrariati dal pugno di ferro mostrato dal sindaco Antonietta Casciotti. Nel dibattito che ne è scaturito ha tentato di farsi sentire anche chi è a favore dell’ordinanza, ricordando l’annoso problema degli escrementi dei cani non raccolte, ma anche i casi di aggressioni da parte di animali lasciati liberi. La decisione del primo cittadino, però, non è piaciuta nemmeno alla Task Force Ambientale, l’associazione guidata da Giuliano Marsili che, con la fondatrice del canile e guardia venatoria Sandra Ciabattoni e con un gruppo di amanti degli animali, durante la campagna elettorale per le comunali di giungo 2018 realizzò la provocazione della lista di candidati a 4 zampe, per spingere i veri candidati sindaco a mettere in campo politiche per cani e gatti. Commenta la Task Force: «Ci sono dubbi di legittimità sull’ordinanza, visto che i tribunali più volte hanno condannato gli enti per i divieti di ingresso ai cani nei parchi pubblici, in quanto questi rappresentano una limitazione della libera circolazione. Figurarsi l’inibizione all’accesso in una piazza, che non ha nemmeno una recinzione perimetrale. Siamo all’assurdo». Continua poi l’associazione ambientalista: «In ogni caso, si tratta di un errore politico e per diversi motivi. Innanzitutto perché non è così che si risolvono i problemi delle deiezioni e della sicurezza: ci vogliono campagne educative, controlli e sanzioni, anche istituendo l’anagrafe canina per scovare gli animali senza microchip, e favorire il rispetto delle regole, per esempio fornendo i sacchetti per la raccolta degli escrementi. Tutte cose che la Casciotti aveva promesso prima di essere eletta. Inoltre, prima di un’ordinanza del genere, l’amministrazione avrebbe potuto almeno attendere l’apertura dello sgambatoio annunciato ma non ancora realizzato».(l.t.)
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