«Stop al bilancio redatto da un’inquisita»

L’opposizione attacca l’amministrazione che il 31 maggio porterà la finanziaria comunale in consiglio
GIULIANOVA. Per l’operazione Castrum, che ha preso il nome dall’impianto sportivo dell’Annunziata da cui sarebbe partita la primissima fase dell’inchiesta condotta dalla Procura di Teramo attraverso la guardia di finanza, il sindaco ha convocato in via d’urgenza una riunione di maggioranza per ieri pomeriggio in cui Mastromauro ha ribadito l’estraneità dell’amministrazione facendo ascoltare anche le dichiarazioni pronunciate dal magistrato durante la conferenza stampa di martedì. Lo stesso sindaco ha fissato un nuovo incontro politico per il 1° giugno.
Già mercoledì sera l’Unione comunale del Pd si è riunita per esaminare la situazione in Comune dopo gli arresti. Nella riunione del Partito Democratico sarebbe prevalsa l’adozione della linea dura con possibilità, non remota, di assumere un atteggiamento di estrema prudenza rispetto ai fatti ed alle voci che si rincorrono in città di giorno in giorno. La soluzione potrebbe essere “appoggio esterno” con ritiro dall’esecutivo dell’assessore Fabio Ruffini. Uno strappo non da poco se si considera che entro il 31 maggio dovrà essere approvato il bilancio consuntivo per il quale si è già interessato il prefetto che ha ribadito l’eventuale scioglimento dell’assemblea civica nel caso in cui il consiglio comunale stesso non dovesse procedere all’approvazione dello strumento contabile entro i termini imposti dalla legge. Ma l’atteggiamento del Pd potrebbe essersi ammorbidito dopo il vertice di ieri sera.
Sull’operazione interviene il capogruppo di Linea Retta Fabrizio Retko:«“Siamo di fronte ad una questione squisitamente morale. Se il Pd si sente ancora nipote di Berlinguer allora dovrebbe staccare la spina, altrimenti può continuare a barcamenarsi su equilibri molto precari. Vedremo come voteranno in aula per quanto riguarda il bilancio consuntivo allestito dalla dirigente Mastropietro. Da lì si potrà capire tutto». Il Cittadino Governante con il capogruppo Franco Arboretti si sente «profondamente indignato». In una nota aggiunge: «È troppo grave la ferita inferta all’immagine e al tessuto socio-economico della città dalla pessima conduzione politico-amministrativa del Comune da parte del sindaco e della sua maggioranza. Le istituzioni e la vita pubblica non sono state adeguatamente presidiate giacchè la legge assegna al sindaco il compito di indirizzare e controllare la gestione amministrativa dei suoi dirigenti». Il Cittadino Governante è lapidario sul futuro dell’amministrazione: «Crediamo che il sindaco debba avere la sensibilità di rimettere il mandato nelle mani dei cittadini».
Non è più tenero il Movimento 5 Stelle con il suo capogruppo Margherita Trifoni: «Per quanto accaduto crediamo che il sindaco Mastromauro non possa più svolgere il ruolo di primo cittadino. Ricordiamo che tutte le figure arrestate a vario titolo sono state scelte personalmente da Mastromauro. E la prossima settimana in consiglio ci verrà proposto di approvare un bilancio confezionato da un dirigente inquisito per reati contro la pubblica amministrazione».
Alfonso Aloisi
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