Stop al trattamento dei rifiuti al Cirsu: il Csa chiede più soldi

28 Aprile 2016

Il consorzio che gestisce l’impianto annuncia che dal 2 maggio non smaltirà più niente se non saranno riviste le tariffe. L’assessore Ruffini: «È una follia, proprio adesso che stiamo definendo la Tari»

GIULIANOVA. Un’altra doccia gelata sui Comuni del Cirsu: dal 2 maggio stop al trattamento di tutti i rifiuti salvo una rinegoziazione dei prezzi. E così dopo la sospensione delle autorizzazioni per l'organico arriva una nuova tegola per i Comuni alle prese in questi giorni con una quadratura di bilancio che mal si concilia con l'eventualità di nuovi balzelli sulla Tari. Il Consorzio stabile Abruzzo, che per conto del Cirsu gestisce l'impianto di trattamento dei rifiuti di Grasciano, ha inviato una nota urgente ai Comuni in cui annuncia che dal 2 maggio saranno sospesi tutti i conferimenti dei rifiuti a Grasciano che potrà fungere solo da centro di trasferenza (cioè di momentaneo deposito) per poi trattare i rifiuti altrove. Il consorzio motiva la decisione col fatto che i prezzi applicati fino a oggi erano tenuti bassi in vista della possibilità che fosse consegnata la nuova discarica, cosa mai avvenuta. Nella lettera inviata ai sindaci il Consorzio Csa scrive ancora: «Consapevole della natura pubblica del servizio prestato, e posto che condizione essenziale delle tariffe calmierate è la consegna della nuova discarica, lo scrivente comunica la propria disponibilità a riprendere l'attività sospesa unicamente dietro revisione delle tariffe attuali». Il Csa invita quindi i Comuni a prendere contatti con l'ufficio commerciale per ridefinire condizioni economiche, un’eventualità che mette in grossa difficoltà le amministrazioni comunali. «Ridefinire i prezzi mentre stiamo chiudendo il bilancio, stravolgendo la struttura della Tari è una follia» commenta l’assessore all’ambiente di Giulianova Fabio Ruffini, che ha annunciato un incontro congiunto tra i sindaci e il consorzio per trovare una soluzione. Si è detto sconcertato anche il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura: «È una decisione che mi lascia sbalordito perché non c’è nessun atto della Regione che revochi il trattamento dei rifiuti indifferenziati oltre che della carta, vetro e plastica. È innegabile che adesso la nostra preoccupazione e per l’impennata dei costi di smaltimento e quindi per le ricadute sulla Tari». Ma il sindaco ha anche un’altra preoccupazione: «Il timore è che questo provvedimento nasconda la volontà di fare pressioni sulla Regione affinchè vengano rilasciate le autorizzazioni sul trattamento dell'organico, ora revocate, che è certamente più redditizio». L’assessore Ruffini invece, chiamato a rispondere sulle responsabilità politiche da parte dei sindaci ha respinto ogni addebito: «I sindaci non hanno responsabilità sul fallimento del Cirsu che è imputabile solo al mancato pagamento di un credito dubbio. È stata una scelta del Cda fondata su ragioni tecniche: è facile ora fare gli avvoltoi e prendersela con la politica».

Marianna De Troia

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