Stop alla sosta selvaggia delle bici: il lungomare avrà più rastrelliere

Martinsicuro, il sindaco: «Verremo incontro alle esigenze dei ciclisti sacrificando dei posti auto» Sul caso interviene la Fiab e c’è chi invoca lo stesso provvedimento anche per la zona del biotopo
MARTINSICURO. Continua a far discutere l’ordinanza comunale che vieta di legare le biciclette alla nuova ringhiera del lungomare di Martinsicuro per non danneggiare la nuova palizzata. E non solo sui social dove in tanti si sono dichiarati d’accordo con il primo cittadino.
Sulla questione interviene la Fiab, l’associazione aderente alla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. «Pur concordando»,scrive l’associazione in una nota, «sulla necessità di regolamentare la sosta delle biciclette e dato atto dell’installazione di numerose rastrelliere e dell’intenzione, da parte del Comune, di installarne di ulteriori, chiede all’amministrazione comunale di Martinsicuro, che fa parte della rete ComuniCiclabili di Fiab, di fare un ulteriore sforzo e di prevedere una idonea pianificazione per la realizzazione di cicloparcheggi attrezzati con le rastrelliere».
E il sindaco, che nei giorni scorsi aveva annunciato l’arrivo di venti rastrelliere proprio per ridurre i disagi di chi raggiunge il mare in bicicletta, ora annuncia anche nuovi accorgimenti sempre per venire incontro ai ciclisti. «Abbiamo intenzione», spiega il primo cittadino Massimo Vagnoni, «di ordinare altre rastrelliere da inserire sul lungomare ma non lungo la pista ciclabile né in quella pedonale. Per sistemare queste nuove rastrelliere toglieremo alcuni posti macchina nei parcheggi adiacenti la pista per inserire così le rastrelliere e venire in questo modo incontro ai ciclisti».
Nella zona interessata, che va dalla rotonda las Palmas a via dei Pioppi, ci sono 4 concessioni con una media di 150 ombrelloni a concessione a cui si aggiungono altri 300 ombrelloni sulle spiagge libere per totale di 900 ombreggi e un potenziale di circa 1500 fruitori.
«La stessa ordinanza», fa sapere Alberto Buonaspeme, presidente dell’associazione Martinsicuro.zero che cura i tratti del Tronto River e della zona del biotopo dell’arenile, «dovrebbe essere estesa anche per la zona del biotopo. Le bici legate ai paletti non fanno altro che produrre danni eppure le rastrelliere sono vuote. Forse un pizzico di educazione in più non guasterebbe». Nella zona del lungomare dove vige l’ordinanza si sta predisponendo un’apposita segnaletica che sarà installata ogni 50 metri.
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