Stop dell’Anac: Ciancaione è incompatibile

4 Ottobre 2016

Per l’autorità deve scegliere tra il ruolo di consigliere a Roseto e quello di dirigente in Regione

ROSETO. Aut aut per Rosaria Ciancaione. Per l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, i suoi incarichi di dirigente del servizio bilancio del dipartimento risorse e organizzazione della giunta regionale dell’Abruzzo e di consigliere comunale della città di Roseto sono incompatibili.

Dunque per il consigliere di opposizione, eletta nelle fila dalla coalizione “#amoroseto” di cui era candidata a sindaco, si prospetta l’abbandono dei banchi visto che l’Anac ha prescritto una diffida in base alla quale il consigliere dovrà decidere entro 15giorni di optare tra uno dei due incarichi. L’autorità si è mossa dopo che il responsabile per la corruzione della giunta regionale, Cristina Gerardis, ha inviato una segnalazione riferendo appunto la circostanza della sua elezione in un comune avente popolazione superiore ai 15 mila abitanti, cosa che per l’autorità di vigilanza costituisce motivo di incompatibilità. L’Anac ricostruendo la vicenda ha citato anche di aver acquisito il parere del legale di fiducia della Ciancaione secondo il quale «nel caso in esame, non potrebbe sussistere una situazione di incompatibilità in quanto l’incarico di dirigente del servizio bilancio non comporta l’”esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione”, come invece sarebbe richiesto dalla definizione di incarico dirigenziale interno. Il parere legale sostiene che nell’ipotesi in cui il dirigente di un servizio sia subordinato al titolare di un incarico dirigenziale superiore, dovrà ritenersi che il dirigente (in questo caso la Ciancaione) non svolga in via esclusiva competenze di amministrazione e gestione».

Una motivazione rigettata dall’Anac che in punta di diritto ha motivato che: «Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale sono incompatibili con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione».

L’Anac ha deliberato prescrivendo alla Gerardis una diffida entro 15 giorni. Se non arriverà una decisione entro questo termine, la Ciancaione potrebbe vedersi decadere dall’incarico con la risoluzione del contratto di lavoro. Appare chiaro dunque che sceglierà di abbandonare il suo ruolo da consigliere aprendo di fatto la strada all’ingresso in aula di Piero Di Marco che è il primo dei non eletti della coalizione nella lista “Un’altra idea di Roseto”.(m.d.t)

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