«Stop liste d’attesa con l’avanzo di bilancio»

9 Ottobre 2022

Cittadinanzattiva chiede un incontro a Di Giosia per proporgli come utilizzare gli 8 milioni

TERAMO. Cittadinanzattiva ha scritto una lettera aperta, firmata dal presidente regionale Mauro Chilante, al direttore generale della Asl teramana Maurizio Di Giosia, chiedendogli un incontro su diverse iniziative e progetti messi in cantiere dall’azienda sanitaria.
L’associazione attiva nei Tribunali del malato scrive: «Abbiamo letto sui giornali, di recente data, che la Asl di Teramo ha raggiunto l’importante risultato di avere circa 8 milioni di euro di avanzo positivo nell’ultimo bilancio. Risultato che premia certamente le qualità e l’impegno degli attuali amministratori. Riteniamo, però, opportuno chiedere un incontro al fine di ipotizzare congiuntamente, se sarà possibile, come utilizzare almeno parte di queste somme per l’immediato miglioramento di alcuni servizi che sono in evidente sofferenza, a cominciare dallo smaltimento delle liste d’attesa e delle misure da assumere conseguentemente. Siamo inoltre preoccupati in merito alla realizzazione della nuova strutturazione della Asl per quanto attiene ai servizi di prossimità e vorremmo comprendere se e come ci si sta preparando. Abbiamo notizia del Progetto Agicot, peraltro da voi meritoriamente iniziato prima dell’emanazione delle norme specifiche in materia, e vorremmo comprendere come, materialmente, preluderà all’attivazione concreta dei servizi di assistenza socio-sanitaria integrata di comunità e di famiglia. Ulteriore problema, lo stato di endemica carenza di risorse umane e la necessità di dotare quelle esistenti, e che verranno destinate al nuovo assetto, di una adeguata formazione. Ovviamente questo nuovo assetto interseca la questione del nuovo ospedale, che interessa Cittadinanzattiva non per il luogo nel quale potrebbe essere costruito ma, esclusivamente, per il miglioramento della qualità dei servizi che dovrebbe poter offrire ai cittadini. Vorremmo anche comprendere», conclude la lettera a Di Giosia, «se e come la Asl avrebbe intenzione di continuare ad utilizzare, o meno, un servizio come quello dell’Ucat, che vede personale di varia professionalità essere stato formato nel corso dei due anni di pandemia e che, opportunamente strutturato, potrebbe costituire, a nostro avviso, il centro di gestione informatico/amministrativo del sistema di prossimità».